Monte Vettore, Laghi di Pilato e Piana di Castelluccio: girovagando tra i monti più misteriosi, i Sibillini

Monte Vettore, Laghi di Pilato e Piana di Castelluccio: girovagando tra i monti più misteriosi, i Sibillini

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Potevamo concludere il nostro giro nel centro Italia senza dare uno sguardo ai Monti Sibillini?
I “monti azzurri” di Leopardi, quelli dove la Sibilla trovò rifugio, dove camminano le fate e le streghe e che a lungo furono considerati un limbo per i culti pagani, ben oltre il dilagare del Cristianesimo.
Potevamo? No, non potevamo, anche perchè ai piedi del Monte Vettore, in località Foce, abbiamo trascorso due bellissimi giorni di campeggio semi-brado con due cari amici e amici degli amici: il fuoco che arde la sera, il cielo stellato… Vi diciamo subito però che fare campeggio qui non è cosa semplicissima: bisogna prendere accordi non con l’Ente Parco bensì presso la taverna/bar del paesino, pagando il pernotto (pochi euro) da effettuarsi in aree ben delimitate.

Noi piazzeremo la nostra tenda dopo un lungo giro in macchina nella Piana di Catelluccio, senza alcuna fioritura vista la stagione avanzata, ma pur sempre bellissima. Dopo Campo Imperatore è il più vasto altopiano appenninico, noto per la coltivazione della lenticchia, che in primavera regala fioriture di eccezionale bellezza (torneremo!).

Qui abbiamo approfittato per una interessante escursione sul Monte Vettore, la cima più alta dei Sibillini, che si può riassumere così:

LOC. FOCE di MONTEMONACO 1.090 mslm – LAGHI DI PILATO 1.940 mslm – MONTE VETTORE 2.476 mslm – disliv. positivo 1.386 m – sviluppo compl. 15 Km circa

Lasciato il piccolo nucleo urbano di Foce si percorre a piedi la gippabile che in breve conduce al primo risalto della valle, all’interno di un bosco, in cui il sentiero risale con una serie di ripidi e stretti tornanti (questa parte viene chiamata, appunto “le svolte”), superando una grotta e sbucando nella parte alta della vallata.
Qui il sentiero continua a salire, ma in maniera più dolce, tra prati e rocce, con il Monte Vettore a sinistra e il Pizzo del Diavolo a destra (faccia a monte). Quest’ultimo presenta belle pareti rocciose, anomale rispetto al contesto, che però non sono scalabili (divieto assoluto di chiodare vie o usare protezioni artificiali: detto questo nulla sappiamo circa la reale qualità della roccia).

Il sentiero sbuca ai Laghi di Pilato, due invasi comunicanti anche se separati da una lingua di terra, specchi d’acqua cristallini che ospitano un crostaceo unico al mondo, endemico di questi luoghi: il chirocefalo, animaletto minuscolo di colore arancione che abbiamo potuto osservare anche noi. Attenzione però: non solo è severamente vietata la balneazione, ma bisogna anche tenersi distanti una serie di metri dalle rive, onde evitare di disturbare la riproduzione delle bestiole.
Noi ci siamo avvicinate in un punto specifico e solo sotto lo sguardo attento della forestale, che, potete scommetterci, troverete qui ad aspettarvi in tutta l’alta stagione!

Dai Laghi di Pilato al Monte Vettore bisogna considerare poco meno di un’ora di ottimo passo, sempre su traccia ben segnata, che risale a sinistra dei laghi su ghiaione fino alle ultime pendici prative del monte.

 

PS: Mentre Erica e Simona facevano conoscenza con il chirocefalo Gabriele (zoppo) e Andrea optavano per qualcosa di meno… impegnativo! Salita in auto fino al Monte Sibilla, da cui si gode di una vista eccezionale su queste montagne dal profilo dolce e delicato, sulle quali tuttavia aleggia il mistero.

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