Cava Buscada per la val Zemola – Foliage e ottimo pranzo!

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CASERA MELA – Erto e Casso (PN) 1.200 m s.l.m. – RIFUGIO CAVA BUSCADA 1.758 m s.l.m. – Monte LA PALAZZA 2.210 m s.l.m. – disliv. fino al rifugio Cava Buscada 560 m, sviluppo circa 11 km

Siamo in “trasferta” sulle Dolomiti Friulane, e visto che i primi due giorni li abbiamo dedicati alla Via Normale sul Campanile di Val Montanaia, nel giorno restante optiamo volentieri per qualcosa di più tranquillo.

Questa gita ci era stata consigliata sia per la bellezza dei luoghi sia perché… si mangia bene 😀 da entrambi i nostri amici sul posto, ovvero Andrea (che ha salito con noi il Campanile) e Luca, che ci accompagnerà in questa camminata alla scoperta della Val Zemola e che su questi luoghi ha scritto anche il libro “Un anello tra le Dolomiti Friulane”.

Siamo nei luoghi che ultimamente hanno acquisito notorietà anche grazie al lavoro di Mauro Corona: ad Erto nuova si trova infatti il suo laboratorio (purtroppo era chiuso quando ci siamo passati), e nella Cava Buscada lavorò anche lui, in passato, come scalpellino. Inutile dire che a questo territorio sono legate anche le tragiche memorie della diga del Vajont e dei paesi di Erto e Casso: ci eravamo stati molti anni prima, ma senza addentrarci nelle valli.


Presso la Cava Buscada sono possibili percorsi di approfondimento botanico e geo-paleontologico.

L’autunno è una stagione perfetta per questo tipo di passeggiate, adatte a tutti.

Descrizione del percorso

Sopra il paese di Erto si prende la strada che si addentra nella Val Zemola, lasciando l’auto presso la Casera Mela.

Da qui si hanno due alternative, che comunque vanno a ricongiungersi ad un certo punto, entrambe segnalate, sempre su strada forestale/mulattiera, quindi facili e comode, che con ampi tornanti risalgono la destra idrografica della valle immerse in bei boschi, coloratissimi d’autunno.

Si raggiunge quindi una galleria scavata nella roccia, dalla quale in pochi minuti si arriva al Rifugio Cava Buscada, già visibile superato il tunnel.

Il rifugio offre un panorama bellissimo su tutta la valle, è quasi d’obbligo mangiare fuori! Su tutti spiccano il profilo del Monte Duranno e la dorsale delle Cime Centenere.

Si mangiano ottimi piatti della tradizione e, per chi volesse, è anche possibile pernottare.

Dopo un lauto pranzo e qualche cicchetto di troppo saliamo alla cava, posta appena sopra al rifugio stesso, e da qui, giusto per gradire e digerire, fino alla dorsale del Monte La Palazza, che consente di traguardare l’orizzonte: sotto di noi la Valle del Piave e l’abitato di Termine di Cadore, oltre… montagne a perdita d’occhio!

Per il ritorno si ripercorre la strada dell’andata… un po’ più appesantiti!!!

Giudizio

Questo mini-trekking offre la possibilità di godere della bellezza naturalistica della valle, ma anche di approfondire aspetti storici senz’altro interessanti e curiosi (nel marmo della cava sono “intrappolati” fossili di ammoniti… avevamo trovato qualcosa di simile sulle Dolomiti di Brenta, in Val d’Algone), oltre che di approfittare dell’ottima cucina… quindi è decisamente un “all-in” !
I locali lo conoscono bene, per chi viene da lontano come noi può essere un’ottima idea abbinare questa gita alla visita di Erto, Casso e della diga del Vajont, che si trovano subito sotto.

Se volete rendere più lunga l’escursione un altro grande classico è l’anello Rifugio Maniago, sull’opposto versante della Val Zemola, Rifugio Cava Buscada: visto l’impegno dei giorni precedenti noi stavolta ce la siamo presa comoda, ma è senz’altro una valida alternativa.

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