Anello di Punta Almana: montagna d’autunno e gastronomia bresciana

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SALE MARASINO, FR. PORTOLE (560 m slm) – PUNTA ALMANA (1.390 m slm) – OSTERIA PASTINA (800 m slm) – PORTOLE – disliv. compl. circa 850 m – sviluppo compl. circa 7,5-8 Km

C’è chi d’autunno smette di andare in montagna: giornate corte, nebbiolina, i primi freddi… fa venir voglia di divano! Noi invece siamo accaniti sostenitori di questo periodo dell’anno, e questa escursione è un esempio di come poter unire “l’utile al dilettevole”.

E’ vero, il buio cala presto, rendendo impossibili gite impegnative come d’estate (in realtà basta svegliarsi di buon’ora), le prime nevi imbiancano le cime rendendo più ardua la salita, spesso è umido e quell’umidità ti si ghiaccia nelle ossa ma… l’autunno è una stagione bellissima, specialmente per i trekking a quote non troppo elevate.

La terra è più viva che mai, prima del torpore invernale: e lo dimostra ammantandosi di colori e magia. Basta davvero poco per godere di questo spettacolo.

Basta percorrere il giro ad anello che vi proponiamo qui, semplice semplice, buono anche per non abbandonare l’allenamento: meno di 1.000 metri di dislivello su mulattiera e sentiero, con imperdibile sosta all’Osteria Pastina (sì, lo sappiamo, per un milanese il nome non è il massimo, ma qui fanno di tutto fuorchè brodose paste insapori: salumi, selvaggina e il mitico spiedo bresciano cotto nel burro casereccio… fate voi!)

Descrizione del giro ad anello

noi ci abbiamo 1.45” per salire e una mezz’ora per raggiungere l’Osteria dalla cima: così anche voi potrete calcolare bene i tempi per arrivare giusti all’ora di pranzo 😀 😀 😀

Lasciata l’auto subito sotto la locanda/ristorante della frazione Portole (BS) subito è possibile addocchiare i segnavia tricolori del percorso: questi sentieri commemorano infatti la resistenza bresciana, lo si capisce anche dai nomi. Noi seguiremo in senso orario il sentiero Filippo Benedetti, iniziando a salire su una ripida mulattiera, che non molla mai – raggiungendo qualche punto al 30% di pendenza, ignorando i bivi a destra che incontreremo, puntando alla Forcella di Sale (1.018 m slm).

Qui è possibile scegliere diversi percorsi: noi abbiamo fatto il sentiero “ferrato”, che ferrato è una parola grossa! C’è qualche cavo d’acciaio nei punti un po’ più esposti, che però, se si ha dimestichezza, può serenamente essere ignorato. Per imboccare questa traccia dalla forcella si deve tagliare a destra su prato, per poi ritrovare le indicazioni segnavia pochi metri dopo, in prossimità del bosco.

Si sale guadagnando la cresta con qualche roccetta semplice (camminabile) e tratti di sentiero ripidi; da qui si può godere del bellissimo panorama che si apre sia verso la Val Trompia sia verso il Lago di Iseo. Nel nostro caso il cielo era abbastanza nuvoloso, ma quando le nuvole si spostavano regalavano scorci davvero molto belli: la classica atmosfera d’autunno che a noi garba assai!

Sempre seguendo il sentiero in cresta, dopo un po’ di sali scendi, si raggiunge la croce di Punta Almana.
Da qui si scende dalla parte opposta a quella di salita, tenendo la destra ai vari bivi (ci sono i cartelli gialli della vertical, basta seguire quelli). Dopo aver raggiunto un intaglio con una croce bianca (Croce di Pezzuolo, 937 m slm), sempre tenendo la destra, si giunge in vista dell’Osteria Pastina (e del pranzo!), con i suoi prati che si aprono in mezzo al bosco: sono 3 case nel verde che si scorgono già da lontano, non potete sbagliare (vedi foto).

Dall’Osteria, rotolando nel nostro caso, si seguono le indicazioni per Portole, chiudendo così l’anello e scendendo gli ultimi 300 metri di dislivello.

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