Valico del Laghetto, Prati di Tivo (TE) 1.650 m s.l.m. – Corno Piccolo, Parete Nord – Arrampicata Trad, difficoltà max V – sviluppo 200 m – Esposizione Nord
Altra splendida giornata sul Corno Piccolo per noi!
Dopo i temporali del giorno precedente il cielo si è ripulito, lasciandoci visuale libera dal Lago di Campotosto fino al mare, e soprattutto la roccia l’abbiamo trovata perfettamente asciutta, nonostante per la giornata avessimo scelto una via in diedro-fessura.
Dopo la continuità di placca di Attenti alle clessidre… avevamo voglia di cambiare genere!
E siamo stati accontentati perchè questa Iskra, che ci hanno consigliato in molti, è varia e divertente e… non lascia nessun dubbio su dove andare 🙂
Coronamento della giornata: un branco di camosci (saranno stati un centinaio) sulle pendici del versante nord, fortunatamente sotto di noi. Scopriremo domani che le bestiole hanno una specie di predilezione per i risalti che stanno tra la Prima e la Seconda Spalla, quando andremo a fare la Via Aquilotti 74 e ce li ritroveremo tutti ai suoi piedi.

Avvicinamento
Al valico del Laghetto (1.650 m) si può lasciare l’auto in un ampio spiazzo sterrato, da dove partono i sentieri. Si segue l’ampio sentiero che sale verso l’Albergo Diruto, che ci si lascia sulla sinistra poco più in alto, fino ad arrivare agli impianti di risalita e alla Madonnina (2.007 m).
In alternativa si possono prendere gli impianti da Prati di Tivo (20 € andata e ritorno dalle 8.00 alle 17.00 nel 2026) risparmiando così 40-45 minuti di salita.
Dagli impianti si sale fino al bivio del Sentiero Ventricini: andando verso sinistra si raggiunge il Rifugio Franchetti mentre verso destra il sentiero costeggia tutta la parete Nord del Corno Piccolo fino a raggiungere alla Prima e Seconda Spalla, costituendo l’accesso per tutte le numerose vie di arrampicata che qui si trovano.
Il sentiero traversa in piano superando due canaloni detritici con brevi saliscendi, in corrispondenza del terzo canalone vi sono degli ometti che si seguono per traccia battuta per qualche metro nel canale, poi in diagonale ascendente destra su prati pendenti fino a raggiungere un altro canale che si segue in verticale, superando un esploditore per valanghe, proprio sotto l’evidente attacco della via.
Descrizione dei tiri
L1 – III/III+ (40 m): partire nel canale che qui è largo e abbattuto, seguendo il diedro e sfruttando la placca di sinistra fino alla sosta che si trova al di sopra di una curva verso destra del canale stesso (non visibile dal basso). Nessuna protezione in loco;
L2 – IV (30 m): seguire il canale che qui si verticalizza in direzione di una roccia sporgente con cordone, poi per placca (presenti due chiodi) fino alla sosta sempre nel canale/diedro;
L3 – IV (25 m): sempre seguendo la fessura principale, primi metri verticali con due chiodi, poi ci si sposta su una spalletta di sinistra con bella fessura proteggibile a friends;
L4 – IV- (20 m): a sinistra della sosta per rampa e fessura, nell’ultimo tratto si esce a sinistra fino ad un comodo terrazzo dove c’è la sosta;
L5 – IV+ (30 m): seguire il canale fessurato per i primi metri poi uscire sul placca (presenti cordoni in clessidre) e proseguire verticalmente, fino al cambio di pendenza (presente una bella fessura sul muretto verticale soprastante che si può sfruttare), traversare delicatamente a destra rimontando il canale; sosta sopra un grosso masso sotto uno strapiombo. Qui è possibile traversare verso destra se si volesse evitare il tiro chiave, uscendo sulla via “Spigolo di Paoletto”.
L6 – V (40 m) tiro chiave: a sinistra della sosta aggirare un grosso blocco aggettante con passi delicati su placca e a incastro nella fessura (presente chiodo+friend incastrato+cordone), proseguire verticalmente fino a un chiodo sulla destra che inviterebbe ad uscire da quella parte in spigolo, tuttavia crediamo che l’uscita giusta sia proseguendo in verticale fin sotto ad uno strapiombo poi per rampa più appoggiata verso destra.
Qui la via termina, è possibile proseguire per semplici placche appoggiate fino alla vicina cima del pilastro, dove però la sosta va costruita su spuntoni e/o con friends.

Discesa
Se arrivate come abbiamo fatto noi fino alla sommità del pilastro, per scendere in doppia sulla via dovrete disarrampicare l’ultima placca appoggiata per riguadagnare la sosta precedente.
Altrimenti è possibile calarsi in doppia lungo il limitrofo canale di destra (faccia a monte) – ometti presenti, ma non verificato.
Visto che invece noi ci siamo affezionati all’antipatica discesa dal canale Abbate-Acitelli (Normale da Nord) 😀 l’abbiamo ripetuta anche in questo caso! Per trovarla basta salire qualche metro oltre la cima del pilastrino, poi traversare verso destra per placche ed erba su traccia battuta, fino a reperire i bolli rossi che contraddistinguono la via nel canalone, che va disceso integralmente fino al sentiero Ventricini percorso all’andata (passi di II+).
Giudizio
Bella via, mai difficile senza però cadere nel banale: impossibile perdersi o avere dubbi (basta seguire la fessura nel diedro canale), ci si protegge facilmente in fessura e attraverso qualche clessidra in placca; sui passi chiave sono comunque presenti chiodi e cordoni.
E’ abbastanza varia, tra diedro, fessure e placca, tale da non annoiare, con soste ben attrezzate e di media lunghezza: sfruttando le calate in doppia (cosa che noi non abbiamo fatto) si può tranquillamente abbinare al vicino Spigolo di Paoletto, sulle medesime difficoltà.
Scalando è impossibile non notare i segni delle ramponate sulla roccia: questa è infatti una via molto ripetuta anche in versione invernale… versione che immaginiamo essere decisamente più “cattiva”!
Momento rieducational channel: Iskra era il nome del giornale marxsista fondato da Lenin e in lingua slava significa “scintilla”
Disclaimer
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