Via Cresta Nord Est, Corno di Pedertich: granito di Val d’Amola

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Pinzolo (TN), Malga Vallina d’Amola 2.000 m – Corno di Pedertich 2.332 m s.l.m. – Arrampicata – difficoltà V (IV+ obbl.), sviluppo 250 m – Esposizione: NE

Torniamo tra i monti del gruppo della Presanella, ma questa volta non sulle “alte cime”: da queste parti fino ad ora avevamo fatto ‘solo’ delle gran camminate, un po’ in tutte le stagioni, fatta eccezione per la Cresta Ginger in Val Nambrone, da cui la Val d’Amola – il luogo dove ci troviamo – si biforca.

Questo è il lato granitico del Parco Naturale Adamello Brenta, il contrappunto della catena dolomitica di montagne che sta esattamente dall’altra parte della Val Rendena e che da qui si offre alla vista con l’inconfondibile profilo seghettato di cui ormai conosciamo a memoria ogni cima e ogni pinnacolo. Due mondi diversi, granito e calcare, che si guardano.

profilo delle Dolomiti di Brenta

E’ anche il lato un po’ più wild: a parte la salita alla Cima Presanella e le brevi e gettonate escursioni ai Laghi di Cornisello, Lago Nero e limitrofi, è raro trovare gente sui sentieri ed è facile perdersi nel silenzio delle cime, ravanando a casaccio, senza incontrare anima bipede viva. Così è stato per la Cima Cornisello, come anche per tanti altri giri che trovate in parte raccontati cercando “Nambrone” qui sul blog.

C’è da dire che queste valli sono un attrattore naturale di nubi e pioggia: questa volta è andata bene ma non benissimo, fortunatamente l’acqua l’abbiamo presa solo lungo il sentiero di rientro e non in parete, ma c’è mancato poco 😉

Avvicinamento

Da Pinzolo salendo verso Madonna di Campiglio, imboccare la strada a sinistra che entra nella bella Val Nambrone; dopo un primo tratto in piano, superato il Rifugio Nambrone, la strada sale con numerosi tornanti.

Al bivio (l’unico che c’è) si segue a sinistra per il Rifugio Segantini/Malga Vallina d’Amola, la strada diventa una sterrata.
Poco prima della piana dove si trova la malga e dove termina la strada vi sono degli allargamenti dove è possibile parcheggiare.

Bisogna reperire attestata su uno di questi spiazzi, a sinistra viso a monte, una ex strada forestale con palina segnaletica divelta che indica il Passo della Nona, anticipata da un cancelletto in legno.
Si segue la forestale che dopo qualche tornante diventa un sentiero, poi, ormai prossimi alle pareti del Corno di Pedertich, sempre sulla sinistra, si individua una traccia con ometti che traversa fin sotto la bastionata.

La traccia conduce praticamente all’attacco della Via Attraverso l’Arco Rosso: se si guarda la parete infatti si vedrà qualche decina di metri più sopra una placca rossastra incorniciata da una sporgenza di roccia, con un cordone in corrispondenza dell’attacco (30” dal parcheggio).

La Via dello Spigolo Nord Est parte più a sinistra e più in basso: bisogna quindi abbassarsi nella vegetazione fino a reperire un chiodo con cordone su una placca a destra di un facile diedro (non c’è nome nè targa all’attacco).

schema della via

Descrizione dei tiri

  • L1 – III+ (25 m); salire per facili rocce obliquando a destra fino ad affrontare una breve rimonta, poi verso sinistra per terreno più vegetato, poi per placca fessurata ove si trova la sosta;
  • L2 – IV (30 m); salire sopra la sosta e superare una breve rimonta dopo la quale si prosegue in un canalino fino ad una stretta cengia erbosa. Da qui traversare decisamente a sinistra su placca e poi in verticale arrivando alla sosta alla base di un evidente diedro;
  • L3 – V (20 m); salire sulla placca a destra rispetto al vertice del diedro, fin sotto al tetto, poi spostarsi a destra con qualche passo delicato fino alla sosta;
  • L4 – V – IV (25 m); spostarsi di poco a destra e risalire il breve muro strapiombante ma ricco di appoggi e appigli, immettendosi in un canale/diedro. Salirlo fin quasi al suo termine uscendo poi a sinistra per rocce gradonate e poi erba fino alla sosta;
  • L5 – IV (25 m); dritti sopra la sosta, su parete verticale con qualche bel passaggio, la sosta si trova al suo termine appena a destra;
  • L6 – IV (25 m); su placca delicata obliquando leggermente a destra fino al tetto, dove si traversa verso destra e poi si rimonta la parete: da qui si può proseguire in un canale con antipatiche zolle d’erba (non sperimentato) oppure spostarsi a sinistra e affrontare una bella placca (IV+) e limitrofo diedro fessurato di sinistra, dove bisogna proteggersi perchè essendo una variante non ci sono chiodi; entrambe le soluzioni convergono verso la sosta;
  • L7 – IV+ (25 m); salire sullo spigolo, usando all’inizio la parete di sinistra, e seguirlo fino ad una sporgenza che si supera a destra, poi ancora a destra fino alla sosta;
  • L8 – IV (20 m); verso destra, si supera una rimonta fessurata poi in verticale fino alla sosta preceduta da zolle d’erba;
  • L9 – IV (45 m); seguire la bella fessura sopra la sosta, verso destra poi in verticale / leggera destra fino alla sosta;
  • L10 – III+ (40 m); raggiungere la fessura sopra la sosta con andamento da sinistra a destra, seguirla e raggiungere un’altra fessura con il medesimo andamento fino ad una cengia erbosa, che si segue ancora a destra, poi in verticale e appena a sinistra dove si trova la sosta;
  • L11 – V (45m); bel tiro! salire in verticale sopra la sosta, puntando a due fessure parallele sulla placca soprastante, che si raggiunge dopo una breve rimonta su blocco incastrato; seguire le due fessure poi uscire a destra con movimento non banale in una specie di camino inclinato, guadagnandone lo spigolo destro, poi in verticale via via più facile fino alla sosta.

Discesa

Dal grosso ometto presente sulla cima proseguire in cresta per un paio di metri, abbassandosi poi per rocce facili di circa un metro per individuare la sosta di calata, un po’ nascosta, su un masso alla base del quale vi è un comodo terrazzino.

Ci si cala sul lato erboso di destra guardando la sosta, fino alla base (attenzione! calata da 50/60 m secchi) dove è visibile una traccia di sentiero che riporta velocemente al vicino colletto, per poi scendere sull’opposto versante, costeggiando il Corno di Pedertich. Il sentiero si congiunge a quello percorso all’andata.

La calata descritta si può dividere in due: sulla cresta è presente una sosta intermedia (cordone visibile).

Giudizio

Via molto articolata, con parti divertenti e su bel granito, che manca un po’ di continuità: le parti erbose (che sono già ben visibili guardando la parete dal basso) sono in realtà meno di quelle che ci si aspetterebbe, alcune poi sono evitabili – vedi lunghezza 6 – complicandosi solo un po’ la vita 😉

L’ultimo tiro è molto bello, in generale la via presenta una piacevole varietà nell’arrampicata: alla fine l’avremmo voluta solo un pochino più sostenuta 🙂 E dire che siamo delle pippe su granito!

Le protezioni presenti in loco (chiodi con cordone per la maggior parche) sono ben posizionate a nostro avviso, in più ci sono molte possibilità di integrare nelle fessure (friend e nut medi e medio piccoli); le soste sono tutte comode, spesso su terrazzini erbosi, con mono-anelloni per le calate.

L’ambiente è tranquillo, silenzioso: di fronte la silhouette delle Dolomiti di Brenta è come un quadro, mentre sul nostro versante fa capolino il tetto rosso del Rifugio Segantini e dietro di esso il Monte Nero con il su profilo aguzzo, bellissimo.

Peccato solo aver dovuto fare il fugone finale a causa del temporale imminente ed esserci goduti poco la cima!

Nella gallery qua sotto abbiamo fotografato ogni tiro, anche se le numerose protezioni presenti rendono davvero difficile perdersi!

Disclaimer

Attenzione: Le attività che si svolgono in montagna quali alpinismo, arrampicata, scialpinismo, ma anche il semplice escursionismo possono essere potenzialmente pericolose: la valutazione del rischio spetta alla responsabilità di ognuno singolarmente, in base alle proprie condizioni psico-fisiche e alle condizioni ambientali. Relazioni e descrizioni all'interno del blog sono frutto della nostra personale esperienza, possono contenere imprecisioni nonostante la nostra attenzione; le foto e i video possono essere utilizzati esternamente solo a fronte di richiesta e autorizzazione scritta.

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