Via Alice 120-80 – Punta Udine – Una placca indimenticabile

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Crissolo, parcheggio Pian del Re (CN) 2.020 m s.l.m. – Rifugio Vitale Giacoletti 2.741 m s.l.m. – Punta Udine 3.022 m s.l.m.
via lunga di arrampicata D+ 5c max, 5b obbl. – disliv. avvicinamento 700 m circa, sviluppo arrampicata 320 m circa – Esposizione N/E

Graziati dal fatto di poter approfittare di un weekend lungo ci trasferiamo armi e bagagli sulle Alpi Cozie, che tutti e tre conosciamo poco a causa della distanza che le separa da Milano… Prima di oggi da queste parti abbiamo portato a casa solo la Cresta Est del Monviso.

Ebbene… questo è il nostro terzo e ultimo (sigh!) giorno al Rifugio Giacoletti, la base più logica per arrampicare da queste parti vista la sua fantastica posizione.

Disclaimer: questo articolo fa parte di una tre giorni,
trovate poi la Via dei Torrioni a Punta Venezia e un’escursione su Punta Roma in separata sede 🙂

Oggi ci divideremo: il Niggah dopo la Via dei Torrioni (affrontata il giorno precedente) con i suoi 11 tiri ne ha piene le balle di arrampicare ;P e deciderà per un’escursione alla vicina Punta Roma, mentre Gabri ed Erica irriducibili opteranno per una via più corta della precedente su Punta Udine, nell’ottica di approfittare il più possibile di questa inedita (per noi!) location. I vecchietti sono tutti stanchi ma ci provano 😀

In partenza sul sentiero incappiamo in uno spettacolo in prima visione, imprevisto e bellissimo: due stambecchi che “si confrontano” a suon di cornate a pochi metri da noi.

I giovani stambecchi se le danno di santa ragione… l’anziano stambecco è più furbo!

Anche oggi il meteo reggerà, ma saremo accompagnati dalle classiche nuvole basse che renderanno un po’ meno godibile il panorama.

Ci ritroveremo al rifugio, felici e soddisfatti, per poi ridiscendere a valle… non prima di aver fatto il bagnetto nel Lago Superiore (una cosa che ci sognavamo già dall’andata, ma al ritorno effettivamente puzzavamo di più!).

Avvicinamento fino al Rifugio Giacoletti

Da Pian del Re (il parcheggio costa 10 € al giorno, accettano solo contanti!) 2.020 m per raggiungere il Giacoletti esistono più alternative… noi sceglieremo ovviamente quella più soft, non avendo alcuna fretta!

Prendiamo quindi il largo sentiero che risale dolcemente il pendio opposto a quello delle Sorgenti del Po, deviando poi a sinistra e, dopo aver superato una cascatella, raggiungendo il bel Lago Superiore. Superato il lago si possono ancora una volta scegliere alternative più o meno dirette, generalmente indicate da ottima segnaletica, che dopo un altro risalto più ripido arrivano al Rifugio (dal parcheggio 2h circa).

Avvicinamento alla via

Dal rifugio seguire il sentiero che sul retro, attraversando una pietraia, conduce al Coulour del Porco: poco prima del primo set di catene, avvicinandosi alla parete si trovano gli attacchi di Tempi Moderni e poco più sopra e più a destra, quello di Alice 120-80 con relative scritte (dal rifugio 5 minuti).

Descrizione dei tiri

  1. 4b / 3c / 4a – 25m – Salire a destra della scritta lungo una fessura verticale per un paio di metri, poi diedrino verticale verso destra fino ad uscire su placca appoggiata.
    Seguirla in direzione destra risalendo poi un diedrino con rocce rotte fino alla sosta sotto un muretto verticale.
  2. 5a / 5c (o 5a A0) / 3a – 45m – Attaccare il muretto verticale, poi uscire a sinistra su bella placca che va risalita fino sotto al tetto di destra.
    Rimontare il tetto con passo atletico (occhio ai piedi alla base un po’ scivolosi) e proseguire poi per placca facile fino alla sosta sotto un diedro.
  3. 5a / 5b / 4c – 45m – Tiro STUPENDO e vero tiro chiave della via.
    Si salgono i primi metri del diedro piuttosto facili, si esce poi a sinistra sulla splendida placca a réglettes quasi verticale (chiodatura luuuuunga!) che richiede passi tecnici e fermezza nei movimenti. Circa 25m di 5b continuativo e una decina di metri più facili, sul 4c, fino alla sosta.
  4. 3c / 4a – 45m – Si prosegue ancora sulla placca che da qui diventa più lavorata e facile piegando a sinistra in direzione di un tettino con funghi rossi che si risale senza difficoltà.
    Poi ancora placca fino alla sosta accanto ad una fessura terrosa sotto enormi tetti.
  5. 4a / 4c / 3a – 50m – Si continua per placca puntando alla sinistra di un grande diedro aggettante. Proseguire poi più verticalmente fino sotto ad un diedro più piccolo e facile che si rimonta con un singolo passo più atletico (attenti ai grossi sfasci!!!). Quindi per alcuni metri a destra senza difficoltà fino alla sosta.
  6. 3a / 4b / 3c / 4a – 45m – Per facile placca verso destra in direzione di un tetto tagliato alla base da una fessura.
    Superarlo nel punto di maggior debolezza tenendo una lama stupenda e proseguire per placca in direzione di un diedro che si rimonta direttamente sbucando quindi su una comoda cengia dove si sosta.
  7. 3a / 4a – 25m – Seguire la placca in diagonale destra in direzione di una parete più verticale. Continuare in diagonale destra sulla parete fino ad uscire in sosta su un terrazzino.
  8. 4b / 3c / II – 50m – Salire la bella placca lavorata sopra alla sosta, spostarsi poi a destra in direzione della cresta e seguirla con terreno più appoggiato fino al suo termine, poi per rocce più facili fino in cima al torrione dove si trova la sosta in comune con quella di Tempi Moderni.

    Proseguendo qualche metro sulle rocce sommitali e poi ridiscendendo brevemente all’intaglio si intercetta la Via Normale, che in pochi metri porta alla croce di vetta.

Discesa

Seguendo i bolli gialli della Via Normale si raggiunge il vicino Coulour del Porco, che separa la Punta Udine dalla Punta Venezia. Dal Coulour parte un sentiero attrezzato con catene che rapidamente riporta sul ghiaione dell’attacco e successivamente tramite sentiero al Rifugio Giacoletti (1h circa).

Giudizio

Via molto bella e verticale che risale le placche centrali della parete nord-est della Cima Udine.
Il terzo tiro è un gioiello di tecnica e movimento, con chiodatura bella lunga (se escludiamo i primi due tiri, sarà così più o meno per tutta la via).

Inutili friend e protezioni mobili in quanto il tipo di roccia poco si presta.
Ma per fortuna non se ne sente la mancanza in quanto la chiodatura è si lunga, ma sicura.

Rispetto alla via dei Torrioni alla Punta Venezia fatta il giorno precedente, è forse leggermente più facile nell’insieme ma alla fine più impegnativa a causa proprio della chiodatura decisamente più distante.

Di conseguenza pur essendo solo 5b obbligato, consiglieremmo di ripeterla solo se avete un po’ di margine rispetto a questa difficoltà in modo da procedere più sereni anche nei tratti chiave.

Consigliata a man bassa per la qualità della roccia e per la bellezza dei movimenti che sono sempre divertenti anche sui tiri più facili.

Siamo curiosi di provare anche la vicina Tempi Moderni che dev’essere altrettanto interessante e forse un filo più impegnativa.

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2 risposte

  1. Damiano

    Ciao Ragazzi ci siamo incontrati in discesa dal couloir del porco e visti in vetta alla punta Udine. Chissà magari ci si rivede in giro. A parte il consiglio che vi avevo dato di fare la cresta con partenza dal rifugio, se non siete mai stati in Valpelline andate su al rifugio crete seche e date un occhio a questa meravigliosa zona d’arrampicata. Io ne ho fatte oramai qualcuna in zona e la più bella è lo spigolo bozetti nulla togliere alla Vierge paretine di 400 mt con roccia super. Comunque vi ringrazio anche per aver dato un volto alle relazioni che trovo in giro fatte da voi. Buone Scalate

  2. Erica Bagarotti

    Ciao Damiano
    Ringraziamo te delle chiacchiere su Punta Udine e dei suggerimenti (ci guardiamo senz’altro!), sempre ben accetti
    E magari sì, ci rivediamo su qualche montagna
    Buone scalate a te
    Erica e Gabri

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