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21 Feb 2016

Montgenevre, Claviere – Skialp Ciaspole

di Erica Bagarotti | | 0
io ed Erica alle 7:20 all'attacco della nostra gita, scortati dal Repo che gentilmente si è alzato con noi alle 6:30 e ci ha accompagnati in macchina fino all'attacco
Alla partenza, c'è un bel cartellone che racconta la storia del monte Chaberton. Monte interessantissimo anche dal punto di vista storico e pieno zeppo di costruzioni di guerra che purtroppo oggi non avremo l'occasione di vedere a causa del poco innevamento.
Erica appena partita lungo il sentiero di avvicinamento che si svolge per buona parte su strada innevata e battuta. Le sue ciaspole restano sullo zaino
Dopo qualche km, comincia un po' di dislivello. Ci avviciniamo a quello che dovrebbe essere l'attacco ufficiale della nostra gita, ovvero la salita di un canalone verso il colle di Chaberton.
Ecco la cima dello Chaberton, battutissima dal vento che oggi è veramente forte e ci crea non pochi problemi. Anche dal basso, capiamo subito che se mai riusciremo ad arrivare su, non sarà sicuramente una passeggiata
Eccoci dopo quasi 4 km all'attacco della salita vera e propria. Troviamo questo cartello subito a valle di un pendente dirupo che dovremo risalire. Io lo interpreto così: "eh ho capito che siete francesi e saputelli, ma lo so da me che devo fare le S per salire in scialpinismo su ste pendenze! mica pensavo di salire su dritto come un ciula!!". In realtà......quella che si vede è la colla del cartello, da cui è stata staccata la parte superiore con la scritta
Saliamo un pezzetto del pendio iniziale ma guardandomi attorno la situazione non mi piace. Intanto, non c'è una singola traccia. Il che mi fa pensare. Seconda cosa, vedo il colle du Chaberton che è tutto spelato e battuto dal vento.....e anche questo non mi ispira. Infine, e non meno importante, ci sono tracce di piccole slavine sul pendio che abbiamo iniziato a salire. Difatti, è tutta neve di accumulo portata dal vento e questo sicuramente non garantisce per nulla la stabilità del pendio. Facciamo qualche curva di prova, ma poi confermiamo l'ipotesi. Si scende. E si cambia gita.
Il versante opposto sembra molto meglio innevato, e anche con delle salite interessanti. Decidiamo per quello, anche se non sappiamo dove andremo a finire. Dopo aver risalito un bel boschetto e una serie di gobbe, ci ritroviamo in prossimità di un cartello che ci dirà dove cavolo siamo finiti. Qui il vento batte con raffiche improvvise di 50km/h che ti spostano!! Vediamo Erica, all'approccio del cartello che ci indicherà dove siamo finiti e dove stiamo andando.
scopriamo di essere in un posto chiamato Clots des Fonds, a 2430mt. Il vento va e viene. Quando va......si sta da dio e c'è un sole della madonna, caldo e gradevolissimo. Quando viene......sono cazzi, con pezzi di ghiaccio che ti arrivano in faccia a 50km l'ora e che fanno anche male. E' ancora presto (10:30 circa) e quindi decidiamo di andare avanti ancora un po' verso una delle mete indicate dai cartelli. Erica ha qualche dolorino dovuto dalle scomode ciaspole e per di più deve valutare il fatto che le toccherà scendere a piedi. Io sono con gli sci, e quindi posso osare un po' di più.
Gab al Clots des Fonds in attesa di capire cosa sarà di noi. Andiamo ancora avanti o torniamo verso valle? Valutiamo bene i cartelli e poi prenderemo una decisione.
Decidiamo per il Col des 3 Freres Mineurs. Manca solo 1,5 km e non sembra ci sia ancora molto dislivello.
Erica in cammino verso la meta decisa
A un certo punto ci guardiamo indietro in direzione dello Chaberton, ed in particolare, da questa prospettiva, vediamo bene cosa ci avrebbe atteso se avessimo deciso di andare lassù. Ovvero.........neve spazzata via dal vento e terra affiorante ovunque lungo tutto il pendio di salita. Per una volta, abbiamo scelto bene!!
Ecco la casetta che si trova a pochi metri dal col des 3 freres mineurs. E' una vecchia costruzione, quasi distrutta, ma con dei lavori di ristrutturazione all'interno.
guardando invece verso valle, spicca tra tutte le cime il Pic de Rochebrune (3.320mt). A guardarlo così, sembra alpinisticamente interessante. Segno nel taccuino, e poi si vedrà!
Parto con la discesa con gli sci. Prima parte molto tranquilla...seguo più o meno le mie stesse tracce e niente sorprese. Ad un certo punto però, la mia traccia si perde (probabilmente spazzata dal vento) ed io vado dritto. Mi accorgo che sto per affrontare un cambio di pendenza, ma lo penso più morbido e quindi prendo velocità apposta per fare un bel salto. Peccato solo che sotto di me ci fossero circa 6 metri di vuoto assoluto!! Quando mi accorgo dell'errore, è troppo tardi. Volo nel vuoto ed atterro dalla parte opposta della gobba, dove però ci sono solo 10 cm di neve che mi attendono. Atterraggio molto duro e botta violenta. Appoggio la mano destra in caduta e il mio mignolo non apprezza.......ora è gonfio da paura.
Superata la zona dei gobboni, si arriva su un bel tratto di discesa in fresca, con sprazzi di boschetto molto carino e con neve paura. Qui mi sono divertito un botto!!
raggiungo Erica che essendo a piedi, è scesa prima di me per portarsi avanti e che mi attendeva ad una piccola malga al termine del boschetto
Eccoci di nuvo vicini all'attacco del col du Chaberton, che abbiamo salito solo per un micro pezzettino ma poi abbandonato con lungimiranza
tornando verso valle, l'idea è di tornare direttamente a Claviere (siamo partiti da Montgenevre), ma per far questo dobbiamo scovare un sentiero che non conosciamo. Iniziamo, buttandoci giù da questi splendidi pendii di neve fresca.
Eccoci in approccio del vallone del Rio Secco, che dovrebbe portarci verso Claviere
Ancora qualche bel pendio di frescone, con io che me la godo con gli sci...ed Erica che se la gode un po' meno visto che la pendenza non le permette di scivolare di culo dal pendio
Arriviamo ad una graziosa malga nella parte alta del rio Secco.
mappa del giro
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