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30 Dic 2015

Cima Presanella 2015

di Erica Bagarotti | | 0
Partiamo martedì 29 mattina senza correre, svegliandoci con calma e facendo una buona colazione. Parcheggiamo in alta val Nambrone, a poche centinaia di metri dalla teleferica del rifugio Segantini che ci attende questa sera per la nostra prima bivaccata invernale insieme
La strada della val d'Amola che conduce verso la teleferica e il sentiero per il rifugio Segantini
Il torrente che scende dalla val d'Amola è a tratti ghiacciato e a tratti scorrevole.....e qui siamo attorno ai 2000m
La bella skyline dell'alta val d'Amola, con il Monte Nero bello in vista (la cima a punta) e dietro di lui, la Presanella
Erica in risalita dello spallone che porta verso il Segantini
Dopo una 50ina di minuti eccoci in vista del bivacco invernale del Segantini, che ci ospiterà per la notte. E' dotato di due ampie stanze con letti a castello, per un totale di 16 posti letto.
la cappelletta del rifugio Segantini con dietro il Monte Nero
arriviamo al rifugio attorno all'ora di pranzo e ci pappiamo un panino di "riscaldamento", facendoci fotografare da qualche passante
Dopo un'oretta di relax al rifugio, decidiamo di affrontare un pezzettino della strada che ci aspetterà il giorno dopo, giusto per portarci avanti e per verificare cosa ci aspetta. Tenuto conto che dovremo partire col buio, sapere già la strada può essere sicuramente utile.
Partiamo quindi in direzione della morena del ghiacciaio attraversando questi splendidi slarghi ghiacciati del torrente
ecco il punto di attraversamento del torrente, con ghiaccio bello solido e azzurro
Ci alziamo quindi lungo la morena e godiamo alle nostre spalle del bellissimo paesaggio offerto dalle dolomiti di Brenta
Ecco Erica nella parte finale della morena. Arriveremo fino in fondo alla parte non innevata, anche perché non ci siamo portati dietro ramponi o altra attrezzatura
verso la fine della morena, c'è questo sassone appuntito che sembra messo lì apposta come un menhir a riproduzione del Monte Nero, ben visibile sullo sfondo, e di cui sembra condividere la forma per buona parte. Non so se sia casuale o meno.....ma è un dettaglio interessante!
Arrivati sul fondo della morena, diventa ben visibile la cresta Nord-Ovest della Presanella e notiamo quel bel canale che risale poco a sinistra del passo e che dev'essere carino da risalire! Ma ci penseremo in un'altra occasione. Domani ci aspetta l'itinerario che segue il versante Est-Sud-Est.
Io osservo il percorso che risale fino alla bocchetta di Monte Nero e che dovremo seguire la mattina successiva.....intanto pregusto e ho l'acquolina in bocca...
Torniamo alla zona del torrente ghiacciato ed Erica si diverte a sgommare sul ghiaccio come i pazzi
Siamo ormai nel punto centrale del tramonto, con le dolomiti che si colorano di rosso/rosa. Una meraviglia!
Erica e l'ultima bella luce sul Brenta
E' calato il sole ed inizia a fare freddo. Sbaracchiamo le quattro balle che abbiamo lasciato fuori e ci chiudiamo nel bivacco invernale, lasciando trascorrere il tempo
Appena cala il sole, la temperatura scende di parecchio. Siamo a 2300 metri circa e ci saranno -5° o giù di lì dentro al bivacco. Per fortuna siamo solo in 4 nel bivacco e quindi potremo usare ben 4 coperte per il nostro letto. Nel frattempo, nonna Abelarda, attende l'ora della nanna...
Pensavamo di partire verso le 5 - 5:30, ma vogliamo arrivare ad affrontare la ferrata con le prime luci dell'alba, quindi decidiamo di posticipare la partenza alle 6 - 6:15 per essere sicuri di avere luce nella parte che rischia di essere ghiacciata. Qui Erica in partenza dal bivacco verso le 6:15
Attorno alle 7:05, inizia a vedersi la prima luce che appare alle spalle del gruppo del Brenta, regalandoci un'alba da paura!!
Le fantastiche luci dell'alba guardando verso valle
Siamo ormai nella parte alta del nevaio che conduce alla bocchetta di Monte Nero, da cui dovremo passare per entrare in val Nardis, punto di accesso verso la nostra cima. Ci aspetta a breve una ferratina per raggiungere il passo.
Gab con le prime luci dell'alba, a pochi centinaia di metri dall'attacco della ferrata
Erica si gode il rossore dell'alba sul coreografico Monte Nero
Di fronte a noi, le rocce su cui si sviluppa la ferratina che conduce in val Nardis. Abbiamo già indossato l'imbrago al rifugio e quindi siamo pronti a salire
la ferrata sarà molto semplice e non ghiacciata, quindi in pochi minuti arriveremo al passo. Qui Erica mentre affronta l'ultima scaletta verso il passo
Eccoci sulla vedretta di Nardis! A questo punto abbiamo due possibilità: o seguiamo la via normale che sale con un'altro pezzo ferrato sulle rocce alla nostra destra, oppure saliamo dal canalino nevoso che si vede alla nostra sinistra. Decidiamo di fare un anello, salendo dal canale all'andata, per poi scendere dalle roccette al ritorno
ecco l'imbocco del canale nevoso
Erica in mezzo al canale. Ormai non ci fa neanche più caso.....ste pendenze la fanno ridere!
Erica all'uscita del canale. Percorrendo questa strada abbiamo sicuramente risparmiato un bel po' di tempo.
Usciti dal canalino, appare finalmente sullo sfondo la nostra cima....ma c'è ancora un bel tratto da percorrere!
Accanto a noi, diventa ben visibile la cima Adamello (la punta nevosa sullo sfondo a sinistra)
Ecco invece il tratto che ci porterà verso l'anticima della Presanella. Qui inizio a stare male sul serio. Sono spossato.....ho un principio di mal di testa e sento che qualcosa non sta andando per il verso giusto. Decido di abbandonare lo zaino in modo da favorire la salita. Un po' aiuterà.....ma non basterà.
Ecco il tratto più pericoloso che bisogna affrontare lungo il percorso. Si scende per qualche metro su roccette esposte per poi risalire dalla parte opposta, fino a raggiungere il bivacco Orobica, a 3384m, pochi metri sotto la cima.
Siamo al bivacco Orobica. Mentre io "evacuo" in un luogo appartato tra le rocce, Erica fa foto artistiche dall'interno del bivacco
Erica dentro il bel bivacco Orobica, uno dei più alti bivacchi che ci siano in giro per le nostre montagne
Ecco la croce di vetta di fronte a noi. Manca pochissimo.....mezz'ora circa e 150 metri di dislivello. Ma io non sto bene per niente: ho conati di vomito e mi gira la testa di brutto. Cerco di ripigliarmi per riuscire ad andare in cima con Erica, ma anche lasciando trascorrere del tempo, la situazione non migliora. Dev'essere proprio il famigerato "mal di montagna", che sperimenterò per la prima volta in vita mia. Dico ad Erica di andare in cima da sola, ma non acconsente.
Prima di scendere (e mentre mi ripiglio), fotazza del gruppo dell'Adamello con Caré Alto (tutto a sx), pian di Neve e Adamello (tutto a dx). Meraviglia!!
Sono dispiaciuto e dolorante.......ma non posso fare altro che scendere. Accetto il verdetto e provo ad incamminarmi all'inverso sulla parte esposta e pericolosa che c'è prima del bivacco Orobica. I risultati non saranno dei migliori...
A metà della discesa sul pezzo esposto, ho uno svarione serio che mi porta a sdraiarmi sulle rocce per qualche minuto. Ogni passo che faccio è una sofferenza e mi gira la testa di brutto. Anche il colore della mia pelle è parecchio cadaverico.............ma devo farmi forza e scendere più in basso. E' l'unico modo per farmi passare il malore.
Erica mi guida verso valle, scegliendo questa volta il percorso della via normale
Eccoci di fronte al muro di roccia della via normale che discende sulla vedretta di Nardis. Ancora qualche roccetta e potremo riposarci qualche minuto sulla vedretta
Incontriamo un gruppo di signori trentini che ci fanno una foto insieme. Io sono ancora un po' morto.....ma visto che l'altitudine sta calando, riprendo piano piano colore e forza fisica
Tornati in val d'Amola, appare di fronte a noi la bella cima di Cornisello, una delle possibili gite che avevamo in mente per questa vacanza. Sarà per la prossima volta!
Ripercorriamo i nostri passi lungo nevaio sotto il Monte Nero, fino alla morena e al rifugio Segantini.
Ma prima, una foto della bassa val d'Amola, vista dallo spallone sotto al rifugio
Visto che non siamo potuti arrivare fino alla croce di vetta, sfodero questo reperto archeologico in cui poso (all'età di 16 anni circa) di fronte alla croce della Presanella. Bei tempi!! Ma ricordo che avevo fatto una fatica porca pure a quell'età!!
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