Cima Vése e Cima Lac: spot panoramico sulla Val di Sole

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Mas di Zora, Val di Sole, MALE’ (TN) 1.404 m s.l.m. – Malga Cortinga di Sotto 1.909 m s.l.m. – Cima Vése 2.392 m s.l.m. – Cima Lac 2.439 m s.l.m. – Escursione invernale, Trekking: Dislivello 1.000 m circa, Sviluppo 12 km circa – Esposizione S / SO

Visto che il 2026 è iniziato con una bella influenza, per guarire abbiamo deciso di affidarci all’antico rimedio dell’esplorazione in luoghi a noi non noti 😉
Da Mavignola raggiungere Dimaro e la Val di Sole è un attimo, dunque decidiamo di approfittare e dedicare una giornata a due cimette proprio all’inizio della Val di Rabbi, valle laterale della Val di Sole stessa, che ci dicono essere molto panoramiche e non troppo impegnative a livello di ingaggio fisico, visto che ancora siamo debilitati.

Abbiamo scelto bene! Cima Vése e Cima Lac, situate sulla dorsale settentrionale della Val di Rabbi e ricomprese nel Parco Nazionale dello Stelvio, entro il gruppo delle Maddalene, hanno un profilo dolce e morbido ma dai loro 2.400 m e spiccioli di quota permettono una vista su un panorama davvero sconfinato, a perdita d’occhio.

La giornata freddissima e l’atmosfera tersa ci hanno permesso di goderne appieno: e non sono servite nemmeno le ciaspole in questo inverno secco secco!
Ci siamo inventati un percorso che è una via di mezzo tra i sentieri ufficiali e un po’ di sano ravanage.

Percorso

Una volta imboccata la Val di Rabbi si sale subito all’altezza della Frazione Pracorno su una strada con stretti tornanti, prima asfaltata poi in terra battuta: noi abbiamo lasciato l’auto in un ampio spiazzo poco sopra il Mas di Zora e poco prima dei Masi Bretoni, perchè abbiamo iniziato a trovare ghiaccio.

In ogni caso poco dopo i Masi Bretoni c’è il bivio a destra che bisogna prendere necessariamente a piedi, visto che la strada forestale che sale da qui in avanti è interdetta ai non autorizzati.

La strada dopo un primo tornante cementato prosegue sterrata sempre con successione di tornanti fino a raggiungere la Malga Cortinga di Sotto con la sua grande stalla; dopo la malga, al secondo tornante sulla destra si stacca un sentiero segnalato da paline cai (indicazioni per il Malghetto di Arnago): la traccia da qui in avanti però è assai labile, non sembra essere molto battuta. Nonostante ciò noi abbandoniamo la strada e seguiamo il sentiero, che si infila nel bosco traversando con qualche sali scendi fino a raggiungere una sorta di baitello abbandonato.

Rispetto al baitello la traccia prosegue sopra – molto poco visibile – guada un piccolo rio e guadagna la cresta sud della Cima Vése, non prima di aver attraversato una zona invasa dalla vegetazione e dagli arbusti dove bisogna ravanare: sulla cresta è presente una palina con indicazioni Cai.

Da qui si prosegue in cresta seguendo i bolli bianco-rossi, superando una zona di roccette e arrivando sulla cima Vése, dove è presente un’altra palina. Proseguendo in cresta si perde un po’ quota e si risale sulla prospicente Cima Lac (guadando giù sulla destra si nota infatti un piccolo lago, nel nostro caso coperto dalla neve).

Da qui è possibile proseguire ancora in cresta e raggiungere il successivo Pass dell’Om: noi abbiamo evitato preferendo tenere i piedi all’asciutto (poca, ma la neve a questa quota c’è!) e siamo scesi direttamente fuori traccia e su terreno pulito fino a raggiungere la strada forestale sottostante, attraverso la quale, con tutti i tornanti del caso, siamo rientrati alla base.

Giudizio

Il giro non presenta difficoltà se non quelle ovvie di un percorso in montagna: non ci sono punti di appoggio; inoltre la parte di sentiero che si stacca un tornante sopra Malga Cortinga di Sotto verso la cresta sud di Cima Vése è scarsamente segnata e attualmente resa poco agibile dalla vegetazione. Se non siete a vostro agio con questo tipo di situazioni conviene rinunciare all’anello e salire / scendere dal medesimo percorso.

La Val di Rabbi e le Maddalene ci hanno dato l’impressione di essere abbastanza selvagge e scarsamente antropizzate e frequentate, forse perchè intorno ci sono montagne ben più alte e blasonate: tant’è che nel nostro giro abbiamo incontrato in tutto la bellezza di tre persone. E anche stavolta – fortunatamente – niente orso, anche se vista la tranquillità poteva benissimo starci 😉

La visuale si apre subito una volta in cresta, spaziando dalla Val di Sole alla Val di Non fino alle cime di Pejo e del Brenta: è un panorama vastissimo senza nulla di incombente, da la sensazione di essere un puntino nell’infinito – scusate il gioco di parole – mare di cime 🙂

Disclaimer

Attenzione: Le attività che si svolgono in montagna quali alpinismo, arrampicata, scialpinismo, ma anche il semplice escursionismo possono essere potenzialmente pericolose: la valutazione del rischio spetta alla responsabilità di ognuno singolarmente, in base alle proprie condizioni psico-fisiche e alle condizioni ambientali. Relazioni e descrizioni all'interno del blog sono frutto della nostra personale esperienza, possono contenere imprecisioni nonostante la nostra attenzione; le foto e i video possono essere utilizzati esternamente solo a fronte di richiesta e autorizzazione scritta.

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