Rifugio Bozano (CN) 2.453 m s.l.m. , Valle Gesso – Catena delle Guide – Arrampicata – Via Lagramusas International – Difficoltà 5c – 6a (5c obbl.) / S2, Sviluppo 150 m
Durante la nostra permanenza al Rifugio Bozano, nelle mezze giornate – che sono diventate “mezze” a causa dei temporali e/o della nostra pigrizia 🙂 – abbiamo avuto modo di esplorare anche le falesie della zona.
Una è vicinissima al Rifugio (Falesia del Contrafforte), offre diversi monotiri nei settori Placche e Scudo oltre a qualche via di più tiri tra cui “Lagramusas International”; la seconda – la falesia Zuppa – è a una mezz’ora di cammino in falsopiano e regala uno stupendo granito cristallino, assai particolare ed esigente da scalare.
Ottime per scaldare i motori o per riempire appunto le mezze giornate incerte, sono entrambe belle.
Nel nostro caso:
– abbiamo fatto tre o quattro tiri sulla Falesia del Contrafforte il giorno del nostro arrivo, per capire un po’ la roccia: partendo dai gradi bassi (5a, 5b, 5c) su monotiri, abbiamo dovuto riprendere la mano… anzi, il piede! con l’arrampicata di pura aderenza e non ci siamo trovati subito a nostro agio. Fortunatamente le vie che abbiamo fatto successivamente avranno uno gneiss un po’ più lavorato, oppure ci siamo abituati noi!
– sempre nei dintorni di questa falesia, abbiamo provato Lagramusas International il giorno in cui abbiamo fatto la via Rabdomante sullo zoccolo del Corno Stella: eravamo scesi presto ed il meteo era migliorato, consentendoci di attaccare una seconda via… peccato che poi sia venuto a piovere ugualmente e abbiamo dovuto darcela a gambe levate 😀
– la Falesia Zuppa è storia a sè: situata alla base della parete Ovest dell’Argentera, ha un granito chiaro totalmente diverso dallo gneiss delle altre pareti, estremamente abrasivo ma esigente, con tiri tecnici e verticali, fessure e placche mortali. Inutile dire che qui abbiamo preso delle belle scoppole 😀 sarà che siamo totalmente disabituati a questo stile di arrampicata.
Però il posto è incantevole e un giro di giostra lo merita di sicuro, anche per la sua particolarità.



Vi lasciamo qui sotto la relazione di Lagramusas International fino a dove siamo arrivati (quindi tre tiri e mezzo su quattro), la via è davvero bella, forse una delle più belle qui su questi gradi, anche se breve.
CONTESTO:
siamo stati adottati per cinque giorni dal Rifugio Lorenzo Bozano, a quota 2.453 m in Valle Gesso.
Non aver scoperto prima un posto così ha dell’incredibile!
Situato ai piedi del Corno Stella e dell’Argentera è un vero e proprio nido d’aquila circondato da un anfiteatro roccioso spettacolare, con centinaia di vie d’arrampicata, oltre ad essere un rifugio d’altri tempi. Qui troverete lussi di cui non sapevate di avere bisogno, come un onsen esterno di acqua freddissima per rilassare le membra, la compagnia degli stambecchi e cibo super, ma nessuna diavoleria da turismo di massa (a parte lo spot wi-fi… che però fa comodo!) Dovevamo fermarci due giorni ma il posto, la simpatia e la competenza del gestore – Marco – ci hanno letteralmente… rapito! 😀
Di questa vacanza scalereccia in Alpi Marittime fanno anche parte:
– La Traversata bassa della Madre di Dio, che può essere interpretata anche come un trekking a sè stante
– La via de Cessole al Corno Stella
– La via Cenerentola sulla Catena delle Guide
– La via Rabdomante sullo Zoccolo del Corno Stella
Via Lagramusas International
La via attacca a sinistra del settore Scudo, presso la Falesia del Contrafforte, a 10-15 minuti dal Rifugio Bozano, e si raggiunge rapidamente camminando su pietraia senza percorso obbligato, passando accanto al wc esterno.
L1) 5c – 6a (35 m) – Salire prima su placca poi rimontando il diedro con un passo più verticale, spostarsi a sinistra per superare il breve muretto e proseguire ancora su placca, con un paio di passi delicati, fino alla sosta;
L2) 5c (45 m) – rimontare su una placca poi in verticale sullo spallone di destra, con roccia lavorata: per rinviare l’ultimo spit sullo spallone e superarlo bisogna spostarsi a sinistra; si esce nuovamente su placca dove si prosegue superando un paio di rimonte fino alla sosta; questo tiro è STU-PEN-DO
L3) 4c (30 m) VARIANTE SUPERIORE DI SINISTRA – a sinistra della sosta verso uno spit dipinto di giallo si supera una prima rimonta per poi proseguire su placca, successiva rimontina e ancora placca;
L4) 5c (40m) VARIANTE SUPERIORE DI SINISTRA – a destra della sosta su placca fino ad un diedro aperto, che si rimonta; segue un muretto verticale e un evidente diedro che va risalito in diagonale destra fino alla cima (quest’ultimo tratto non lo abbiamo percorso!)
La discesa avviene in doppia lungo la via, una calata per tiro.
Giudizio
Questa breve via è davvero interessante, e mediamente più sostenuta di tutte quelle fin qui percorse: ogni tiro ha qualche passo di non facile lettura ed è varia (placca, diedri, rimonte). Totalmente attrezzata a spit che però non sono affatto vicini (S2) richiede padronanza e tranquillità sul grado proposto.
Meritava d’essere portata a compimento, ma alla fine ha vinto la pioggia!
E poi… dato che questa via è stata l’ultima e ha chiuso la nostra permanenza al Rifugio, vi lasciamo anche un’immagine significativa del “relax” al sole. Anche la marmotta è d’accordo!
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