Gabri sul tiro chiave

Via de Cessole: la storica salita al Corno Stella

Rifugio Bozano (CN) 2.453 m s.l.m. , Valle Gesso – Corno Stella 3.050 m s.l.m. – Arrampicata – Via de Cessole (Normale) – Difficoltà IV+ / RS3, Sviluppo 300 m + Attacco sullo zoccolo attraverso Via Esprit Libre – Difficoltà 5b / S2, Sviluppo 125 m – Esposizione NO

Dopo aver preso un po’ di confidenza con l’ambiente nei giorni precedenti e dopo aver atteso la finestra meteo migliore, con tempo stabile per tutta la giornata, decidiamo di imbarcarci in questa storica salita, la prima documentata ad aver espugnato l’iconica cima del Corno Stella.

Correva l’anno 1903 e il cavaliere de Cessole (francese, non abbiamo ancora capito come si pronunci) decise di prendere sul serio il consiglio del suo medico, che per combattere la depressione gli aveva suggerito di passare del tempo in montagna 😀
Dopo aver salito alcune cime allora inviolate, sempre con l’ausilio tecnico di alpinisti più esperti e tecnicamente preparati, si dedicò alla cima del Corno Stella, accompagnato dalle guide Andrea Ghigo e Jean Plent.

La via de Cessole al Corno Stella è tecnicamente una via Normale: se si pensa all’attrezzatura allora disponibile è assai ardimentosa, anche in considerazione del fatto che – prima che venissero attrezzate le calate – era anche la via di discesa!

Dopo esserci fatti spiegare otto milioni di volte il percorso e le calate da Marco, esserci studiati la via che dal rifugio si vede bene, ci armiamo e partiamo e, per rendere l’ascensione un po’ più lunga 😀 😀 😀 , decidiamo di salire lo zoccolo che precede l’attacco attraverso la Via Esprit Libre, invece di risalirlo dal canalone di destra (II-III sprotetto, ma più veloce).


CONTESTO:

siamo stati adottati per cinque giorni dal Rifugio Lorenzo Bozano, a quota 2.453 m in Valle Gesso.
Non aver scoperto prima un posto così ha dell’incredibile!

Situato ai piedi del Corno Stella e dell’Argentera è un vero e proprio nido d’aquila circondato da un anfiteatro roccioso spettacolare, con centinaia di vie d’arrampicata, oltre ad essere un rifugio d’altri tempi. Qui troverete lussi di cui non sapevate di avere bisogno, come un onsen esterno di acqua freddissima per rilassare le membra, la compagnia degli stambecchi e cibo super, ma nessuna diavoleria da turismo di massa (a parte lo spot wi-fi… che però fa comodo!)
Dovevamo fermarci due giorni ma il posto, la simpatia e la competenza del gestore – Marco – ci hanno letteralmente… rapito! 😀

Di questa vacanza scalereccia in Alpi Marittime fanno anche parte:
La Traversata bassa della Madre di Dio, che può essere interpretata anche come un trekking a sè stante
La via Cenerentola sulla Catena delle Guide
La via Rabdomante allo Zoccolo del Corno Stella
La via breve (4 tiri) Lagramusas International e qualche falesia in zona

Avvicinamento dal Rifugio Bozano

Se decidete di attaccare da valle considerate circa 2 ore e 30” in più per arrivare al Rifugio da Gias delle Mosche.

Dal Rifugio, sul retro in corrispondenza del wc esterno, si prende il sentiero lastricato molto ampio che attraversa la pietraia in direzione dello zoccolo del Corno Stella, che si raggiunge in una 20ina di minuti.
In corrispondenza di grossi ometti il percorso diventa un sentiero vero e proprio, che con alcuni zig-zag risale gli sfasciumi alla base delle pareti.

Sull’avancorpo più alto attacca la Via Esprit Libre inferiore, che abbiamo scelto per arrivare alla de Cessole, mentre proseguendo si arriva al canalone roccioso con corda fissa che costituisce l’alternativa di accesso alla via, da cui invece noi ci caleremo.

schema della via

Esprit Libre inferiore (zoccolo) – DESCRIZIONE DEI TIRI
5b S2 – sviluppo 125 m

la via attacca sull’avancorpo più alto dello zoccolo in corrispondenza di una placca chiara e compatta, con targhetta metallica alla base.

– L1 – 5b (40 m): salire in verticale sulla bellissima placca compatta ma ricca di conchette, senza deviare (la chiodatura è lunga e non sempre si individua facilmente lo spit successivo);

– L2 – 4a (25 m): spostarsi due metri a sinistra della sosta, poi in un diedro vegetato e per rocce facili fino alla base di una parete rossa;

– L3 – 4c (25 m): dritti sopra la sosta per placca rossa lavorata, si esce poi a sinistra su una sorta di sperone, poi sosta subito sopra;

– L4 – III – II (120 m): in conserva su roccette ed erba si arriva fino alla cengia mediana del Corno Stella, attraversata da un sentiero; per l’attacco della de Cessole, proseguire dritti per dritti verso la parte più alta della cengia mediana, oltrepassando una zona di roccette eventualmente aggirabile da sinistra, fino alla base di un canale diagonale (nessuna targa o indicazione).

De Cessole – DESCRIZIONE DEI TIRI
IV+ RS3 – sviluppo 300 m

– L1 – IV (35 m): risalire il diedro canale inclinato, con passo chiave in corrispondenza di una spalla rocciosa sporgente sul fianco sinistro, poi per altri 6-7 m in verticale fino alla sosta;

– L2 – III (35 m): continuare nel canale che diventa un po’ vegetato, verso sinistra, fino alla sosta su comodo terrazzo posta al margine inferiore sinistro dell’arco di tetti che caratterizza questa porzione di parete;

– L3 – III+ (30 m): salire fino al primo spit poco sotto i tetti, in leggera diagonale destra (possibili rocce bagnate) poi traversare praticamente in orizzontale verso destra per una 20ina di metri fino alla sosta intermedia;

– L4 – III+ (30 m): continuare a traversare a destra salendo qualche metro fino ad arrivare alla vena di quarzo bianca dove si trova la sosta, in comune con la Via Argo;

– L5 – III+ (10 m): ancora verso destra, poi risalire un diedro camino brevissimo che dalla sosta non si vede (tiro concatenabile con il precedente);

– L6 – III+, IV (40 m): a sinistra della sosta, su placca, per qualche metro per poi risalire in diagonale destra sempre su placca, fino alla base di un breve camino che si rimonta, con rocce incastrate; poi di nuovo su placca abbattuta in diagonale destra fino alla sosta alla base di una parete scura;

– L7 – IV+ (25 m): Mauvais Pas (il “passaggio cattivo”) – a sinistra della sosta superare una prima rimontina poi in verticale su placca – esposta e delicata – uscendo infine verso sinistra oltre lo spigolo e poi brevemente in verticale fino alla sosta: tiro ben protetto;

– L8 – IV+ (45 m): risalire il diedro fessurato sopra la sosta, per poi uscirne con un passo leggermente aggettante arrivando ad una lunga sezione di placca, delicata per qualche decina di metri e più facile sul finire, poco protetta; la sosta si trova quasi al termine di una spalla verticale che scende diagonalmente e che in questo punto va a morire;

– L9 + L10 – III, II (80 m): aggirare la punta/spigolo della parete sopra menzionata a destra e risalire il retrostante canale di sfasci in diagonale sinistra, con un salto roccioso centrale; si prosegue poi per placche abbattute fino ad un terrazzo erboso che si sale pochi passi fino alla sosta alla base di una placca lavorata;

– L11 – III+ (45 m): risalire la placca sopra la sosta su roccia molto lavorata, in leggera diagonale sinistra, fino alla sosta sommitale posta su una roccia lungo il margine della pietraia che caratterizza la vetta del Corno Stella.

Per raggiungere la cima vera e propria con la sua croce, camminare in salita su traccia di sentiero per una decina di minuti.

con la croce di vetta

Discesa

Reperire un ometto verticale evidentissimo che si incontra scendendo sulla pietraia sommitale, al suo margine, sullo stesso versante da cui si è saliti, più o meno all’altezza di una striscia di placche bianche appoggiate che interrompono la continuità degli sfasciumi.

Dall’ometto una corda fissa in due spezzoni permette di raggiungere la sosta di calata sottostante in sicurezza.

Seguono 4 calate verticali (la prima di 50 m e le altre di poco meno) che portano alla base di un canalone detritico al termine della parete: sulla prima calata dalla cima, che arriva alla vena di quarzo, bisogna prestare attenzione ad attrezzare la calata successiva sull’ultima sosta a destra tra quelle presenti.

Atterrati nel canalone detritico reperire la sosta che si trova a destra della via Opinioni di un Clown (targhetta metallica), poi effettuare una calata di 60 m nel canalone stesso, fino alla base della cengia mediana erbosa; da qui ci si incammina lungo il sentiero fino al suo termine, dove si trova una doppia sosta di calata in corrispondenza di un grosso ometto.

Quest’ultima calata di 60 m permette di arrivare fino alla base del ghiaione, da cui si scende fino al Rifugio Bozano e fino a valle.
Noi no… noi ovviamente ci fermiamo al rifugio 😀

Giudizio

Definita da alcuni la Normale più difficile delle Alpi cuneesi, è un vero e proprio itinerario di arrampicata, con due tiri non banali (L7 e L8 nella descrizione sopra), dove – come spesso accade per questo tipo di ascensioni – il problema principale resta quello dell’orientamento in parete.
Tuttavia, grazie ai suggerimenti del gestore e all’aver preso prima dei punti di riferimento “a vista” sulla bastionata, non l’abbiamo trovata così labirintica, anzi, è piuttosto logica.

In alcuni punti il rischio di andare a margherite e trovarsi su itinerari ben più duri c’è: alla fine della vena di quarzo dopo i traversi e su L8 dove le poche protezioni sono scarsamente visibili, secondo noi.

In via è stato fatto un bel lavoro di riattrezzatura: oltre a qualche vecchio chiodo, si trovano anche alcuni spit e le soste sono tutte ottime, con catena e maillon. Resta una RS3, ma è anche ben proteggibile con friend di varie dimensioni e cordini, questo tipo di gneiss è spesso generoso.

E’ sicuramente il modo più facile, quantomeno tecnicamente, per raggiungere la cima del Corno Stella: in alternativa stando più o meno sulle stesse difficoltà è possibile concatenare Cenerentola + Spigolo Inferiore… ma poi volete mettere a salirsi a piedi tutta la terrazzata detritica del Corno per raggiungere la croce?! Perchè lassù c’è un mondo e nemmeno tanto piccolo 😉

Dalla cima lo sguardo abbraccia la valle e il puntino piccolo piccolo abbarbicato in mezzo alla pietraia che è il Rifugio Bozano, da dove magari qualcuno sta guardando con il cannocchiale… da questo punto di vista i climbers possono avere la tranquillità di essere tenuti d’occhio!

Per noi è stata una bellissima esperienza su questa cima dal profilo inconfondibile e – caso strano – è filato tutto liscio.
Qui sotto trovate le foto della de Cessole, che possono essere utili per prendere qualche punto di riferimento.


Disclaimer

Attenzione: Le attività che si svolgono in montagna quali alpinismo, arrampicata, scialpinismo, ma anche il semplice escursionismo possono essere potenzialmente pericolose: la valutazione del rischio spetta alla responsabilità di ognuno singolarmente, in base alle proprie condizioni psico-fisiche e alle condizioni ambientali. Relazioni e descrizioni all'interno del blog sono frutto della nostra personale esperienza, possono contenere imprecisioni nonostante la nostra attenzione; le foto e i video possono essere utilizzati esternamente solo a fronte di richiesta e autorizzazione scritta.

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