Edito da Versante Sud Editore nel 2026 – Lo trovate nello store online
Fuori dalle righe e a volte sopra le righe, questo libro – che, lo diciamo subito, ci è piaciuto assai – è difficilmente ingabbiabile in un genere preciso, un po’ come il suo autore: non appartiene alla classica narrativa a tema montagna, non è ascrivibile alla linearità di un’autobiografia.
Sembra più un flusso di coscienza, che mescola fatti e visioni oniriche, realtà immaginate ma non per questo meno vere, come a ricomporre in un unico quadro surrealista la trama della non comune vita di Fabio Delisi: alpinista, climber, viaggiatore, scrittore, pittore e probabilmente molto altro. C’è un filo conduttore, che si dipana pagina dopo pagina, in questo apparente caos, in parte suggerito e in parte lasciato alla curiosità del lettore.
“Il Flusso di Ube Zleb” è, infatti, un libro per curiosi: a partire dal titolo e sin dalle prime pagine, si resta quasi destabilizzati da un racconto che non parte in modo canonico, ma di canonico in questa narrazione c’è poco. Bisogna farsi trasportare dal flusso, bisogna immergersi, senza avere fretta di trovare subito una spiegazione per tutto.
Certo, c’è anche la montagna, quella degli anni ’80, o meglio dei “ruggenti anni ’80”, che per motivi anagrafici non abbiamo vissuto e di cui, attraverso questo libro, si sente il profumo. E ci sono i viaggi, in luoghi che oggi sono diventati qualcosa di tremendamente diverso: pensando alla narrazione dell’Indonesia e di Bali – casualmente ci siamo stati l’anno scorso – stentiamo a riconoscerci nelle atmosfere che qui vengono raccontate. Quei cambiamenti sociali e culturali, riconosciuti e spesso criticati dall’autore, hanno subito un’accelerazione esponenziale.
Poi c’è l’uomo, la vicenda umana, intima, personale narrata in modo schietto ma delicato, che traspare più dalle descrizioni che non dai – pochi – dialoghi tra i personaggi.
Non è un libro che asseconda il lettore dal punto di vista della struttura narrativa, ma è un libro scritto bene, anzi benissimo. Dovrebbe essere scontato che chi scrive un libro sappia scrivere, ma tra i libri “di genere” — quelli che raccontano un’esperienza vissuta più che inventarla — questa qualità è rara. Dev’esserci stato lo zampino di un diavolo custode…
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Per esempio, io ho dimestichezza con i diavoli custodi, perlomeno ho dimestichezza con il mio:
quando mi sono ritrovata con in mano questo libro, con la copertina raffigurante un alpinista intento a salire faticosamente su un pendio nevoso mentre ero al mare, in spiaggia, il mare blu davanti, mi è scappato da ridere.
Quando poi ho cominciato a leggere pagina dopo pagina, ho annuito e ho seguito il flusso, senza più interrogarmi su tali fatali e fatati contrasti.
E.
Disclaimer
Attenzione: Le attività che si svolgono in montagna quali alpinismo, arrampicata, scialpinismo, ma anche il semplice escursionismo possono essere potenzialmente pericolose: la valutazione del rischio spetta alla responsabilità di ognuno singolarmente, in base alle proprie condizioni psico-fisiche e alle condizioni ambientali. Relazioni e descrizioni all'interno del blog sono frutto della nostra personale esperienza, possono contenere imprecisioni nonostante la nostra attenzione; le foto e i video possono essere utilizzati esternamente solo a fronte di richiesta e autorizzazione scritta.


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