Via Caprice all’Alpe Gera, Pilastri del Lago: un mercoledì fuori dall’ordinario

Via Caprice all’Alpe Gera, Pilastri del Lago: un mercoledì fuori dall’ordinario

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LANZADA (SO) – Diga dell’ALPE GERA (2.000 mt slm) – VIA LUNGA: sviluppo circa 230 mt – 8 tiri – DIFFICOLTA’ D-  5c max, 5b obbl. – Via sportiva, arrampicata

Approfittando di un giorno infrasettimanale rubato al lavoro scappiamo a Campomoro: giornata di sole pieno, con il bacino artificiale della Diga di Gera scintillante come il metallo e il ghiacciaio Fellaria sullo sfondo, che ogni tanto scaricherà diffondendo un rumore di tuono in tutta la valle.
Ovviamente ci sono pochissime persone, sia sui sentieri sia sulle pareti: è un privilegio raro (come direbbe De Andrè).

Oggi l’obiettivo è una via plaisir su ottimo granito, nessuna fretta, niente di difficile, pizzocchero finale auspicabile: e così sarà!

L’attacco della via si trova ad una ventina di minuti dal parcheggio basso della Diga: arrivati alla sua sommità essa non va attraversata. Si percorre il sentiero mantenendo la destra del lago, si supera una galleria scavata nella roccia e dopo una discesina su sentiero cementato, dove la parete alla nostra destra cessa di essere verticale, si risale per pochi metri il conoide detritico trovando l’attacco della via, subito dopo quello della Via Lilly (che si riconosce perchè alla sommità del primo tiro di quest’ultima si nota una conifera solitaria).

Descrizione dei tiri

1) 5b/5c – dopo una prima parte su placca appoggiata, che sale in diagonale verso sinistra, il tiro presenta lame che ti costringono a posizioni scomode perchè “storte”, con un muretto da rimontare: tutto sommato, a parte questo, non difficile; si approda ad un terrazzino erboso

2) 4a – si risale dapprima il terrazzino erboso portandosi sotto il chiodo posto sulla parete appena un po’ a sinistra della verticale della sosta; poi per placca lavorata fino alla sosta

3) 5a – Inizialmente facile placca ben appigliata, poi qualche passo un po’ più difficile sempre su placca fino alla catena.

4) 5b/5c – tiro bello perchè vario: si risale per facili roccette fino ad un ampio diedro, che si rimonta a sinistra: sempre un filo a sinistra rispetto alla verticale della sosta si sale per placca e fessure fino alla sosta

5) 4c – placca appoggiata e fessura fino alla sosta

6) 5b – dopo una prima rimonta, arrampicata di movimento sfruttando l’evidente fessura. Ultima parte in placca. Tiro bellissimo!

7) 5b/5c – tiro breve ma intenso, di aderenza su una placca in cui mani e piedi sono piccini: per l’uscita si può sfruttare la lama alla destra dell’ultimo chiodo, così da avere almeno una buona mano.

8) 3 – per facili roccette molto lavorate si arriva fin quasi alla sommità, dove si può procedere per prato e/o su altre roccette sino ad avvistare gli ometti che segnano la traccia verso la Val Poschiavina, da cui si scende

NOTE: la via è ottimamente protetta, anche sui tiri più facili, noi non abbiamo mai dovuto integrare; le soste, sempre presenti, sono a fix collegati con spezzone di corda (un po’ vetusto!). L’unico problema potrebbe essere trovare la roccia un po’ bagnata, soprattutto nella parte bassa – nel nostro caso i tratti umidi erano pochi e siamo riusciti ad aggirarli.

Discesa

In circa 30′ si riguadagna il sentiero che gira attorno al Lago di Gera (dunque inutile allestire le calate), seguendo gli ometti verso la Val Poschiavina, su traccia sempre facile e morbida. All’imbocco della valle sono visibili le vicine baite (m 2218): un paesaggio bucolico, verrebbe voglia di fermarsi! E così faremo, per poco più di una mezz’ora, prima che la fame non ci guidi verso quel lido sicuro che è l’Agriturismo Homo Selvadego, che già abbiamo avuto modo di recensire essendo tra i nostri preferiti lungo la strada di casa, appena imboccata la Val Gerola.

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