Via Bucce d’Arancia alla Corma di Machaby – Paretone

Via Bucce d’Arancia alla Corma di Machaby – Paretone

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BARD (AO)  – CORMA DI MACHABY  – Via lunga di arrampicata – Sviluppo : 10 tiri –  280 mt  – Grado: 5c/6a – Obbl. 5c

Si parte per questa gita con i migliori auspici….ovvero: io vengo da un mese con la mano steccata (stecca tolta da 4 giorni circa) e ancora non sono in grado di chiuderla. Il mio socio invece, nel dubbio, si prende una bella sbronza la sera prima e arriva tutto sciancato all’appuntamento che comunque, per precauzione, abbiamo messo sul tardi….ovvero, si parte da Milano alle 8:30.

Vuoi non fare colazione? Ehhnnnnò….la colazione ci vuole. Quindi pausa di 40 minuti all’autogrill di Novara dove ci pappiamo dei bei paninozzi per riprenderci dalla “vita di mondo”.
Arrivati a Bard, il parcheggio è (stranamente…..) già pieno, così ne approfittiamo per fare la seconda colazione, un giro in bagno e anche una sigarettina che senò la montagna ci riesce difficile.
Inutile dire che a quel punto è arrivato mezzogiorno… 😉

Quindi parcheggiamo un po’ alla boia di un giuda nel parcheggio alla base del paretone, ci cambiamo e finalmente iniziamo a salire per il sentiero con l’idea di fare una via random tra Bucce d’arancia, Topo bianco o il Diedro del bue muschiato.

Arrivati un po’ affaticati al termine dei “durissimi” 15 minuti di avvicinamento, ci guardiamo intorno e vediamo che come al solito, su Bucce d’Arancia c’è la coda, di fianco ci sarebbe Tike Saab ma l’abbiamo già fatta io e il Niggah anni or sono, quindi puntiamo poco più a monte con l’idea di fare il Diedro del bue muschiato.
Per arrivarci però, bisogna prima superare due tiri di 6a+ della via Maga Magò, cosa che ci creerà non pochi problemi! Non tanto per il grado in sé, quanto per i rovi che ostacolano la strada e che promettono atterraggi “pungenti” in caso di caduta.

Al termine del primo tiro desistiamo……non è cosa. Chiodatura lunga e atterraggio sui rovi assicurato! Non s’ha da fare.
Ci caliamo in doppia e torniamo sui nostri passi. Bucce d’arancia si è liberata nel frattempo e quindi decidiamo per quella.

Ci aspettavamo una via easy e senza complicazioni, ma ci sbagliavamo alla grande!

Bucce d’arancia è una via di tutto rispetto e il 5c non solo è obbligatorio…ma è anche un po’ scarso come grado stimato.
In più punti ci si trova su passi anche più duri, a volte esposti, talvolta poco protetti e in generale non banali.

La via va rispettata e tra l’altro bisogna accontentarsi della chiodatura (alla fine buona ma un po’ random…) che difficilmente può essere integrata con protezioni a causa del tipo di roccia che non si presta.

I primi 5 tiri (quarto escluso, tiro di raccordo) sono i più belli (il secondo epico!!), poi più avanti la via diventa un po’ meno varia ed interessante e si va avanti più per il fatto di dover arrivare in cima che per passione.

Ad ogni modo è una via davvero valevole e ve la consigliamo a man bassa! Tiri lunghi (30-35 metri) e sempre su roccia ottima, catene già collegate e spit di ottima qualità…..a volte un po’ troppo distanti, ma così è….se vi pare! 😉

 

Descrizione dei tiri

Questa via è parecchio continua e quasi mai banale. Ogni tiro nasconde delle insidie e quindi la sconsiglio a chi ha il 5c risicato perché si troverebbe in grande difficoltà vista la chiodatura lunga in alcuni punti e considerato il fatto che il 5c sta un po’ stretto a sta via in certi passi. Diciamo che 5c+ / 6a come grado mi sembra più appropriato. Poi vedete voi….la pellaccia è vostra! 😛

  1. 40mt – 5c – Salire verticalmente per placca lavorata, poi deviare leggermente a sinistra in direzione di uno strapiombino che va raggiunto e superato alla sua sinistra (qui i passi chiave). Poi procedere nuovamente in verticale su terreno un po’ più semplice fino alla sosta che si trova su un terrazzino sulla destra.
  2. 25mt – 5c+/6a – Tiro bellissimo e molto estetico, ma non banale. Si parte sulla sinistra della sosta e si rimonta lo spigolo con facile arrampicata. Da lì parte una placca bella liscia con una fessura verticale che va seguita per tutta la sua lunghezza (passi molto belli). Si entra poi in una specie di diedro che con passi un pelo più facili conduce fino ad un terrazzo sulla destra dove si sosta.
  3. 25mt – 4c / 5c – Metto due gradi diversi perché il tiro ha passi sia facili che difficili. Dalla sosta si esce a destra e si procede in traverso per circa 5 metri. Evitare di alzarsi subito. Sfruttate i buoni appoggi per i piedi tenendovi con le mani ad una piccola lama (punto esposto e brividoso). Il chiodo al termine del traverso è posizionato appositamente alto e per raggiungerlo bisogna fare un passo non banale (il motivo del 5c) che rischia di farvi fare una bella pendola in caso di errore. Si può affrontare il passo sia leggermente a sinistra, sia leggermente a destra del chiodo. Forse a destra è un po’ più facile. Noi siamo saliti a sinistra. Una volta spittato, si procede verticalmente per circa 20 mt con arrampicata più semplice (4c/5a) fino alla sosta.
  4. 35mt – 4a – Unico tiro realmente facile della via (a parte l’ultimo che è terzo grado). Si sale verticalmente lungo la placca in spigolo. Incredibilmente, ci sono molti più chiodi su sto tiro (che servono anche a poco) che sui tiri precedenti e successivi, dove invece, qualche chiodino extra non avrebbe fatto schifo a nessuno. Ad ogni modo, al termine della placca si arriva su un terrazzo boscoso e si cammina per una decina di metri fino alla base della placca successiva dove si trova la sosta.
  5. 35mt – 5a / 5c+ / 6a – Qui la sosta è in comune con la via Tike Saab. Dalla sosta, alzarsi a destra con arrampicata facile e ben appigliata in direzione di un diedro . Una volta entrati nel diedro, si procede verso destra e man mano che ci si alza, il tiro diventa sempre più difficile, placcoso e senza appigli. All’inizio sfruttate il diedro che permette di alzarsi bene e senza fare fatica. Poi nei due passi più duri, noi ci siamo aiutati entrambi con il rinvio perché onestamente la placca è molto liscia e verticale e il diedro è poco sfruttabile in quel punto. Tiro duro, forse il più duro della via. Al termine del diedro ci si alza bene e poi si esce in traverso a destra su un terrazzo dove si trova la sosta.
  6. 35mt – 5c / 5b – Si attacca appena a destra della sosta. La parte più difficile consiste nel raggiungere il primo spit a causa dei pochi piedi e su roccia un po’ levigata. C’è una lametta per le mani ma è piccina e bisogna usare la forza per fare la spittata. Chi fa sicura, è meglio che faccia un po’ di sicura stile boulder al primo di cordata per farlo arrivare al primo spit. Poi da lì, si sale verticale per 10 metri circa (anche qui arrampicata non banale). Al termine, si traversa verso destra seguendo una specie di cengia erbosa obliqua fino ad una seconda parete che si risale verticalmente fino alla sosta (5b la seconda parte).
  7. 30mt – 5a – Questo tiro è un po’ più facile e la roccia è più lavorata rispetto ad altri. Detto questo, la chiodatura è lunghissima (compreso il primo spit), quindi occhio!! Si sale obliquando leggermente a destra verso una spalla, poi più verticalmente fino alla sosta.
  8. 20mt – 5a – Tiro piuttosto bruttino e anche storto. Dalla sosta, si sale verticalmente per circa 10 metri, poi si obliqua decisamente a sinistra tagliando infine in traverso verso la sosta che probabilmente è in comune con Tike Saab. Volendo si può concatenare con il tiro successivo. Tenete conto però che essendo storto, sul tiro successivo la corda vi peserà parecchio!
  9. 20mt – 4c – Questo tiro è strano….a sinistra è tutto piuttosto banale. Peccato che i chiodi di Bucce d’Arancia stiano a destra dove invece c’è un marasma di placca liscia. Boh…..noi siamo saliti più o meno in mezzo sfruttando i buoni appigli e andando poi a spittare in modo un po’ storto. Sta di fatto che comunque si sale più o meno dritti fino alla sosta.
  10. 30mt – 3 – Su dritti per roccette facili fino al termine della via!

 

Discesa

Arrivati all’ultima sosta, potete scegliere se calarvi in doppia (idea non brillante visto che la via è molto frequentata), oppure prendere a piedi una delle due possibili vie di discesa.
Dalla sosta, salite qualche metro fino a trovare il sentiero che va seguito verso destra. Alla prima deviazione, se volete, a sinistra potete raggiungere la cima della Corma di Machaby, mentre a destra si prosegue verso il colletto da cui partono le vie di discesa.

Giunti al colletto, vicino alle case e all’ostello, potrete riprendere il sentiero che scende direttamente nel bosco, bello dritto, verso il parcheggio dell’andata (30-40 minuti, direzione destra), oppure andare a sinistra seguendo la strada carrabile che dopo circa 1 km si ricollega ad una strada asfaltata.

Qui potrete tentare anche l’autostop (a noi è andata di culo e ci siamo risparmiati 3 km buoni) e ritornare al parcheggio su strada più lunga, ma sicuramente meno ripida e fastidiosa rispetto al sentiero che è un po’ bruttino, soprattutto se siete stanchi.
Dovesse andarvi di sfiga e vi toccasse di fare tutta la statale a piedi, ai bivi prendete sempre verso sinistra fino a ritornare al parcheggio dell’andata.

Posted from Aosta, Italy.

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