Pizzo Cassandra

Pizzo Cassandra

Questa gita la tenevamo nel cassetto da un bel pezzo, nell’attesa della primavera e di un weekend di sole adatto ad una due giorni di livello.
Finalmente è arrivata l’occasione buona e ci siamo fiondati su, prima che aprissero i rifugi e che iniziassero a venir su le orde dei barbari.

Visto che attendevamo da tempo, abbiamo deciso di godercela e ci siamo portati dietro l’impossibile (padelle, fornelli, pasta, l’ira di dio di attrezzatura, panini, salumi, formaggi, birre…..uno scempio… ;P) e sta cosa, per quanto goduriosa, ci ha poi fatto patire le pene dell’inferno durante la salita.
Ci abbiamo messo una cifra ad andare su e abbiamo pagato a caro prezzo il peso dei nostri zaini.
Ma……non abbiamo mollato nonostante la stanchezza e ci siamo portati a casa questa bellissima cima, con un panorama davvero splendido.
Bernina, Disgrazia, Scalino, Piz Coca, Ortles, Cevedale, Adamello…..abbiamo visto tutto, complice anche la splendida giornata.

Peccato solo per la temperatura mortale!!
Nonostante fossimo su ghiacciaio ad oltre 3000 metri, faceva un caldo disumano, e anche questo aspetto ci ha letteralmente devastati e disidratati.
Stasera sembravamo 3 aragoste da tanto siamo stati cotti dal sole!!

Ad ogni modo, nonostante i santi in paradiso tirati giù lungo l’ascesa, alla fine eravamo tutti molto soddisfatti.
Gita grandiosa in ambiente spettacolare.
Pendenza, crestine, enormi seracchi attorno, roccette, neve e ghiaccio.
Tutto er mejo per chi ama l’alta montagna!

Alla prossima!!

 

Skialp @ Pizzo Cassandra (3226mt)

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    Ecco lo "sterter" del fuoco pronto per essere acceso. Attendiamo fino alle 18 e 30 circa e poi si parte!

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    inutile dire che ci prendiamo gusto e che, fanculo alle poche scorte, vogliamo vedere la fiamma ardere per benino! 😉

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    Inutile dire che la cena non l'abbiamo fotografata. Fame bestia! Ecco però la padella piena di neve per togliere il grosso dello sporco della preparazione

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    Ecco il Niggah pronto a partire col suo zaino stracarico delle peggio cose.....tavola compresa nei primi 500 metri visto che a Chiareggio city ormai di neve non ce n'è più

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    Il Gallo alla partenza, mostra le sue pesanti zavorre

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    Per prima cosa attraversiamo il fiume, con vista sui bei ghiacciai visibili da Pian del Lupo. Non chiedetemi i nomi delle cime di fronte perché ancora adesso non li so.....ma giuro che mi informo 😉

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    il Niggah e il Gallo attraversano il ponte sul fiume, che qualche genio ha pensato bene di mettere 500 metri più a valle rispetto al parcheggio.....mah.....

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    Per arrivare al rifugio/bivacco si risale lungo una mulattiera con poca pendenza, ma piena di ostacoli di alberti caduti e anche zone di prato tra una neve e l'altra che rallentano un po' il nostro passo con le pelli

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    Ad ogni modo abbiamo tutto il tempo e dopo circa un'ora di cammino vediamo sullo sfondo il rifugio nella sua bella location

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    Ecco fnalmente il rifugio Gerli-Porro. Ancora chiuso....ma che dispone di un piccolo locale invernale con 6 posti letto

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    Il Gallo appena arrivato al rifugio, con sullo sfondo il pizzo Rachele e il Pizzo Cassandra, nostra meta di domani (quello sulla destra)

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    Ecco il Niggah che arriva al rifugio bello sorridente nonostante la mega zavorra che porta sulle spalle

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    Cerchiamo un po' e alla fine troviamo l'accesso al bivacco invernale. Una piccola stanzina con un tavolo e 3 letti a castello, in cui tra l'altro c'è un'umidità infernale e ovviamente non c'è alcuna forma di riscaldamento. Ma vabbè.....almeno abbiamo un tetto per la notte e siamo riparati dal vento

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    Un altro sguardo verso il ghiacciaio del Ventina (che dovremo risalire fino in cima) che è l'accesso per la nostra cima

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    Dopo pochi minuti che siamo arrivati al rifugio, rompo i coglioni al gruppo per tirare insieme un po' di legna per fare un fuoco. Siamo comunque a 2000 metri e tra breve farà freddo. Mi sembra una buona idea, anche solo per riuscire a tirar sera 😉 Ecco il Niggah che cerca di portare a casa un intero alberello spezzato. Peccato solo che il suo seghetto portatile si scassi dopo circa 5 secondi di utilizzo! 😉 E vabbè......ci accontenteremo di legna un po' più piccina

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    Ecco le scorte che siamo riusciti a raccogliere lì intorno nonostante la neve. Non molte, ma comunque sufficienti a far partire il fuoco e a mantenerlo per un po', anche grazie alle 2 assi di legno che abbiamo gentilmente fottuto al rifugista.... 😀

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    Visto che c'è solo neve attorno a noi, scaviamo una buca e facciamo un letto di sassi per il nostro fuoco

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    Abbiamo fatto bene il nostro mestiere e il fuoco parte subito senza problemi, nonostante la legna bagnata e anche abbastanza fresca

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    Il Niggah a Sondrio s'è comprato una rivistina di montagna per riuscire a tirar sera....cosa che in un bivacco è sempre una dura impresa. Di fronte a lui, i 700gr di pasta preparati amorevolmente da Grazia e che saranno la nostra cena di questa sera.

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    appena tirata fuori del tapperware, non è che abbia proprio un bell'aspetto... 😉 ma adesso la cuociamo col fornellino del Niggah e poi ne riparliamo!!

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    Grazie al fuoco, riusciamo a tirare fino verso l'ora del tramonto. A quel punto è tempo di entrare in bivacco e iniziare a cucinare. Ma prima, due fotine intorno a noi con le ultime luci del giorno.

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    Ci siamo quasi.....fame!!

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    Ecco il Gallo in versione Cracco che prepara la cena per il gruppo

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    Nel bivacco, c'è questo fantastico telefono.....ovviamente senza linea telefonica! 😉 Visto così, è già un po' inquietante.....ma guardatelo senza flash nella prossima.....

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    la vista verso la nostra meta di domani prima del tramonto

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    Il telefono del bivacco in versione "the ring" 😉

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    Dopo una notte così così in cui abbiamo anche ricevuto la poco gradita visita di altri 3 schizzati che hanno voluto dormire al biivacco presentandosi alle 22:30 di sera, ci alziamo verso le 6:30 e ci godiamo le prime luci del giorno

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    una sbirciata verso la nostra meta, con la luna ancora ben visibile nel mezzo del cielo

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    subito nella valletta ci troviamo un paio di simpatici guadi da attraversare.

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    poco più avanti di dove abbiamo dorminto, c'è anche il rifugio Ventina, che però non dispone di locale invernale in quanto rifugio privato

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    Dopo colazione e preparativi vari, alle 7:30 siamo pronti ad incamminarci

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    Ecco il Gallo che inizia la risalita della valletta che dà accesso al ghiacciaio del Ventina

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    Appena arrivati sul ghiacciaio, ci guardiamo attorno e vediamo le enormi morene che lo circondano. In foto sembrano piccine piccine......ma quella morena starà almeno 50-80 metri sopra di noi

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    Il Gallo nella parte iniziale del ghiacciaio con sulla destra tre crepaccioni enormi. Purtroppo qui non rendono.....spero nelle foto del Niggah

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    Entro breve, iniziamo ad essere raggiunti e superati da innumerevoli "tutine", che viaggiano leggeri e hanno un passo decisamente diverso dal nostro......maledetti.......

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    Dopo un'oretta di cammino, terminiamo la parte morenica ed entriamo a tutti gli effeti sul ghiacciaio. In questa foto, la parte appena attraversata

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    il Gallo osserva le tutine che salgono e un po' si innervosisce........noi siamo carichi come buoi mentre loro sfrecciano alla velocità della luce

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    il Gallo risale la parte di roccette del canalino ripido

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    altra bella vista dalla cresta

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    Ecco invece il ghiacciaio del Ventina, da cui siamo risaliti e da cui scenderemo alla fine

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    Il Gallo risale il canalino ripido

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    Dopo pochi minuti di risalita, ci troviamo su un canalino alto circa 20 metri e con pendenze sui 50°. Io e il Niggah saliamo su dritti ma il Gallo non ne vuole sapere e chiede al Niggah di buttargli giù la corda per fargli sicura. Siamo tutti stanchi e la voglia di fare sta manovra è poca.......ma piuttosto che non andare in vetta, vediamo di attrezzare sta sosta e di andare oltre

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    anche il Niggah osserva le tutine in salita.....ma se ne sbatte allegramente e prende atto del fatto che noi siamo e saremo sempre e comunque più lenti....di tutti........SEMPRE!! 😛 😉

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    Dopo una lunga prima parte in ombra, il sole sbuca dal passo tra il piz Rachele e il Piz Cassandra. Inizialmente sembra una benedizione, ma nel giro di pochi minuti sarà come avere un forno acceso sulla testa. Un incubo!!

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    Il Gallo osserva l'ora constatando che siamo come al solito in ritardo sparato.....(e sai che novità!). Sullo sfondo, i fantastici seracchi della parte bassa del Disgrazia. Il seracco dietro al Gallo sarà alto come ridere almeno un centinaio di metri. Come sempre, le foto, non rendono un cazzo.

  • Pizzo Cassandra

    Dopo quasi 2 ore vediamo dritta di fronte a noi la parete nord est del pizzo Cassandra, una delle possibili vie di salita. In particolare, la via che avrei voluto fare io in quanto alpinisticamente più impegnativa ed interessante della via normale. Ma ovviamente la scelta non passa.....quindi non ci resta che arrivare fino al fottuto passo sullo sfondo (che sembra lì a due passi e in piano.....ma in realtà da qui mancano più o meno 450 metri di dislivello al passo e tira come un dannato....), per poi risalire lungo la cresta sud per la via normale.

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    Altra vista della nord del Cassandra e del passo che dobbiamo raggiungere

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    Eccoci al passo. Sono ormai le 13! Siamo veramente in ritardissimo, ma comunque ormai le giornate sono lunghe e possiamo anche permetterci di riposare una ventina di minuti prima di ripartire. La stanchezza è davvero ai livelli per tutti quanti, ma di mollare la cima a questo punto non ci penso nemmeno e quindi cerco di convincere il gruppo che ne vale la pena e che siamo ancora in tempo per tutto. Per fortuna non sono l'unico a tenerci ad arrivare in fondo, e alla fine si riparte tutti insieme verso la vetta, con picca e ramponi ai piedi al posto degli sci.

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    Dopo aver spantegato e sudato come vermi per circa un'altra ora e mezza, eccoci verso la fine della risalita al passo. Sotto di noi, la bella discesa che ci attenderà una volta conquistata la cima.

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    Ecco un paio di belle viste dalla cresta da cui saliamo, in direzione della valtellina

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    Eccolo con le sue due picche quasi in cima alla parte pendente

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    Ecco il Gallo una volta arrivati nella parte sommitale della cresta

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    A sto punto c'è qualche roccetta. Ne approfittiamo per esercitarci un po' sul misto scalando con picca e ramponi e seguendo una linea un po' più difficile tra quelle effettivamente disponibili

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    Gallo si tromba una roccia nella parte finale della cresta

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    il Niggah scende dall'ultima anticima per attaccare la salita finale

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    Ci manca ancora un pezzettino di cresta e poi ci siamo

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    Ormai ci siamo! A pochi minuti la nostra vetta. Ecco il Gallo nell'ultima parte prima della cima

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    Il Galletto con la madunina di vetta! (ALP)

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    La mia picca di fronte alla madunina di vetta (ALP 2)

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    Ecco Gianni e Pinotto sulla cima! Belli stanchi, ma a questo punto soddisfatti di aver portato a casa il risultato

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    Di fronte a noi, sul lato opposto della nostra cresta, l'imponente Monte Disgrazia....che da qua fa veramente impressione

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    Una fotina anche per me sulla vetta, con la mia nuova picca di fiducia

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    Guardando invece verso il lato opposto della Val Malenco, il pizzo Scalino, che abbiamo salito 2 settimane fa con l'amico Danny Marthy. Bello avere la visuale dai due versanti a così pochi giorni di distanza!

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    Dopo pochi minuti in vetta, ripercorriamo la cresta al contrario e cerchiamo di arrivare quanto prima ai nostri sci. Siamo stanchi morti e disidratati.....fuori dalle balle il prima possibile e vediamo di raggiungere una fonte d'acqua prima di morire di sete!

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    Un altra bella vista dalla cresta in direzione della valtellina

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    Il Gallo sulla cresta di ritorno

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    Il Niggah sulla cresta di ritorno

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    Niggah saluta il pubblico da casa con la su picca

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    Ultimi tratti di cresta orizzontale prima di ritornare sulla parte pendente

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    ma prima....un'altra fotina verso il versante sinistro di discesa che, sarà la luce, ma mi piaceva assai

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    Ecco......tra breve si inizia a scendere sul serio

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    Decidiamo di provare ad evitare il muro di 50° che abbiamo fatto in salita seguendo un'altra traccia che sembra aggirare l'ostacolo in modo meno ripido. In realtà, ci siamo complicati decisamente la vita, in quanto ci siamo trovati a dover fare la stessa pendenza in discesa ma per di più in traverso, in obliquo e poi ancora in traverso. Pessima idea (mia a sto giro....e vabbè... :P).

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    Dopo qualche peripezia di discesa, arriviamo finalmente al punto dove abbiamo mollato sci e tavole. Ci prepariamo con calma e poi scappiamo di corsa verso valle, a caccia di acqua!

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    Questa l'ho scattata così e fa la sua porca figura. La pendenza in realtà è un po' meno di così....sarà poco di più di 45°, ma cmq in discesa e in traverso non si rivela una passeggiata. Anzi....sarà forse il pezzo più difficile tecnicamente dell'intera gita. Tra l'altro la neve nel frattempo ha mollato, quindi non è che ci sentiamo del tutto a nostro agio in quella situazione!

  • Pizzo Cassandra

    Ecco la bella discesa che ci aspetta! Nella parte alta del ghiacciaio neve dura ma godibile, nella parte bassa, neve molliccia, più godibile con la tavola che con gli sci...ma cmq apprezzabile anche per me. Infine, un allegro boschetto che forse si rivela (per me) la parte più divertente. Ad ogni modo, oggi, a me interessava soprattutto portarmi a casa la cima. La discesa va in secondo piano quando si parla di over 3000 che non avevo ancora mai scalato!

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    Dopo circa un'oretta di discesa, arriviamo a valle, con peripezie varie tra cui il guado del torrente di fondovalle per evitare di dover tornare indietro di 500 metri........ Quando sei cotto, va bene tutto! 😉 Questa invece è "l'allegro" appendiabiti del bar di Pian del Lupo a cui ci siamo fermati per bere una birra e magnare un panino post discesa.

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    Dopo tutti i preparativi del caso, ripartiamo in macchina verso valle. Stanchi morti ma soddisfatti. Prima però, una foto (bruttina e zoomata, ma dal vivo era fighissimo!) del pizzo Scalino che si presenta di fronte a noi spuntando dalla montagnetta che ha davanti, con tanto di nuvola fantozziana sopra

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    Ecco infine il nostro percorso. La sola salita sono circa 9 km e 1600 mt di dislivello. Che non è proprio poco poco....soprattutto con gli zaini che avevamo noi. Gita superba, ma che spero di non ripetere almeno fino al prossimo anno. Stancante come poche!!!

Posted from Lombardy, Italy.

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