Monte Polluce (4091mt)

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Altro 4000 a curriculum per l’armata Brancaleone, ma questa volta più che una gita è stata una vera e propria corsa contro il tempo in quanto, per problemi vari, abbiamo dovuto organizzare la gita in giornata e l’unico modo era quello di salire con gli impianti da Cervinia.
Peccato che il Polluce disti circa 8km dal Plateu Rosa e questo non è simpatico nel momento in cui l’ultima funivia è INESORABILMENTE alle 15:45……….(svizzeri..…un po’ di flessibilità suvvia!!).
Sta di fatto che abbiamo corso come matti, accumulato 16km a 4000 metri di altezza e circa 1000 metri di dislivello, che detti così sembrano pochi…..ma se parti da Milano e arrivi già in quota in giornata, vi assicuro che 1000 metri di dislivello a 4000 metri li senti eccome, soprattutto in salita.

Ad ogni modo, correndo come degli infami senza lode, ce l’abbiamo fatta sia a portare a casa la cima, sia (soprattutto!!) a tornare in tempo per l’ultima corsa della funivia.
BEN 7 minuti prima dell’ultima corsa della funivia……….altrimenti ci avrebbe atteso l’inferno.
Così come oggi…….mai più nella vita.
Ad ogni modo siamo felicissimi di questo ulteriore 4000 portato a casa e di aver superato tutte le insidie nonostante i tempi dannatamente stretti, per non dire mortali.
Il Cervino…..è sempre più vicino….

 

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    La mappa della sola andata del nostro percorso (troppo stanco e troppo pigro per tracciare anche il ritorno.....anche perché è identico). Fate x2 e morta lì 😉

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    Infine, un po' di riposo, birre, magnate e cazzate varie a Cervinia City, col Cervino che continua a guardarci e ad invitarci a salire. ARRIVIAMO!!!!

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    Quale migliore chiusura dell'album??? ALLEGRIAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!

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    Il Gallo osserva un gruppo che al termine della nostra calata sta ancora salendo. Noi da questo punto in avanti non avremo più tregua......di corsa (e non scherzo.....) fino alla funivia!! Sarà una discesa devastante......ma ce la faremo.....per BEN.....7 minuti...... tutto è bene...... 😉

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    il Gallo e il Niggah sulla cima, si preparano alla discesa. Abbiamo pochissimo tempo purtroppo. La funivia partirà ad orologeria e non possiamo sgarrare. 10 minuti in vetta e poi di nuovo di corsa!

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    Gino in vetta si guarda attorno e fotografa con le sue abili mani il meraviglioso paesaggio che abbiamo attorno (presto anche le sue foto)

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    Il Niggah appena approdato in vetta!

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    il Niggah ramponato affronta la cengetta di traverso

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    sul versante opposto della nostra cima, guardando in basso ci sono ulteriori scorci magnifici di ghiacciaio che non possiamo non fotografare

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    Il Niggah ed io decidiamo di proseguire con i ramponi per allenarci un po' in misto ma la via scelta dagli altri ci sembra un po' stronzetta coi ramponi. Decidiamo quindi per il secondo canapone che sale prima in verticale e poi si sposta in traverso lungo una piccola cengetta

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    ecco la parte di cresta mancante che ci separa dalla nostra cima. 10 minuti e saremo su

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    Bello scatto del Niggah dell'elicottero di soccorso Svizzero che vaga a destra e manca tutto attorno a noi.....a fare cosa....non ci è dato di saperlo... 😉

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    Intanto ci prepariamo anche io e il Niggah. Qui vengo colto dal Gallo con il Lyskamm sullo sfondo, ma avviamente anche qui photoshop ha dovuto lavorare parecchio per rimuovere il pollicione del Gallo onnipresente.... 😉

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    al termine della cresta rocciosa, troviamo la madunina di vetta con tanto di libro di vetta, nonostante alla cima manchino ancora un centinaio di metri. Probabilmente è stata messa qui perché in altre stagioni tutto il resto è sepolto dalla neve e infatti in cima non troveremo neanche una croce.....ma ovviamente decidiamo di arrivare in fondo

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    ma il tempo è tirannissimo e dobbiamo correre giù. per la salita e la discesa ci vuole più o meno lo stesso tempo, anche perché in discesa.....c'è un bel tocco di salita.... 🙁

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    Gino in calata dall'anticima

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    i ragazzi in discesa dalla parte terminale della nostra cima

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    Il Gallo e Gino scelgono la risalita per un diedrino armato di canapone gigante ma che può essere utilizzato anche solo come strumento di sicurezza. Qui vediamo Gino impegnato sul diedro

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    ma prima di abbandonare la cima, una meritatissima fotazza dello splendido Castore, proprio di fronte a noi, con la luce del mezzogiorno

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    per la parte rocciosa, decidiamo di calarci in doppia per fare prima. Mi calo prima io e faccio il setup delle corde, poi tutti di corsa giù

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    Gino lascia candidamente al Gallo la salita da primo, nonostante a bimbumbam avesse perso clamorosamente......(e questo è un assist x il Niggah.... 😛 )

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    terminata la parte nevosa, il Gallo osserva ciò che lo aspetta e decide di scalare senza ramponi

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    anche Gino preferisce scalare senza ramponi e si prepara di conseguenza

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    Gino e il Niggah nella parte finale del nevaio dove le pendenze aumentavano un po', ma senza mai arrivare a difficoltà vere e proprie

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    Gab traccia il percorso della parte nevosa, con l'intenzione di arrivare direttamente alla parte di roccia interessante e saltanto il pezzo di sfasciumi

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    Il Niggah in risalita sul nevaietto pendente

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    Gino attacca la ripida salita su neve che ci porterà in cresta. Non fate caso alla gamba destra di Gino.....è stata "ricostruita chirurgicamente" a seguito delle foto monnezza del Gallo con il dito sull'obiettivo..... 😛

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    approcciamo la nosra cima e ci avviciniamo all'attacco. si potrebbe salire da subito per roccette e sfasciumi partendo dalla base della cresta, ma preferiamo affrontare anche un po' di pendenza su neve e quindi saliamo per il ripido nevaietto sulle pendici della cresta fino all'attacco della parte di roccia più interessante

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    Ecco finalmente la nostra cima in primo piano, con la sua bella cresta rocciosa e il suo cappuccio innevato

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    altra fotazza del Niggah della terra pronta a magnarci vivi

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    procedendo lungo la nostra discesa, alla sinistra abbiamo sti seracchi meravigliosi che meritano una fotazza

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    sul versante opposto al nostro, c'è questa paretona rocciosa sopra a cui sono presenti svariati seracchi che ad intervalli X scaricano l'ira di dio, con rumori che sembrano l'inizio della terza guerra mondiale. Diciamo che l'ambiente tutto attorno a noi ci segnala molto chiaramente che è il caso di stare attenti... 😉

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    fotazza del Niggah del fondo del crepaccio. Anzi.....fotazza del Niggah del crepaccio, di cui nemmeno si vede il fondo

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    la Dea della Corde ha detto SI.....e quindi anche il Niggah può saltare il crepaccione! 😀 😀 😀

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    il Niggah in discesa dal colle del Breithorn bello entusiasta!

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    il Niggah prima di attraversare il crepaccio decide di fare una danza propiziatoria con le sue amate corde ai bordi del crepaccio...... 😛

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    Gino salta a sua volta il crepaccio e io lo assicuro

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    lungo il nostro percorso, iniziano i primi crepacci. questo è già bello grosso ma lo attraversiamo alla sua sinistra dove è un po' più chiuso. La forma centrale piace a tutti molto.... 😉

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    A un certo punto arriva un altro crepaccio....ma questo è ben più esteso e va attraversato dritto per dritto saltandolo con balzo atletico. Qui vediamo il Gallo al salto del crepaccio, con Gino che gli fa sicura

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    dopo qualche minuto arriviamo alla sommità degli impianti da sci e iniziamo la nostra gita vera e propria

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    Ma noi stavolta si va ben oltre e superato il colle del Breithorn, dobbiamo scendere per oltre 200 metri fino alla base del ghiacciaio per poi risalire verso la nostra cima. La maggior parte di noi si segna un appunto sul taccuino ricordandoci del fatto che al ritorno ci aspetterà una bella rogna di risalita!!

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    guardando invece con lo zoom di fronte a noi, vediamo questo ghiacciaio a forma di guscio di tartaruga che fa la sua porchissima figura

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    alla nostra sinistra la cima del Breithorn Occidentale che avevamo portato a casa anni or sono (e luogo magico dove mi bruciai le cornee......indimenticabile.... 😛 )

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    Dopo una prima parte in falsopiano è tempo di ficcare su i ramponi visto che la neve sembra più ghiaccetto sfiguz che neve vera e propria.

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    Ci fermiamo un attimo ad inforcare i ramponi e poi procediamo

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    I primi metri sono lungo le piste, ma già non mancano enormi seracchi attorno a noi che ci fanno pregustare quello che ci aspetterà oggi

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    Gino e il Niggah in preparazione zaini e rapida sistemazione delle postazioni notturne

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    foto zoomata del bivacco Carrell a 3800 metri, alla base della mitica Cresta del Leone che dovremo affrontare nei prossimi

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    Dopo strampalate idee iniziali, decidiamo di partire (giustamente) la sera prima e di dormire nel parcheggio della funivia di Cervinia. Siamo in 4 e per stare comodi, due dormiranno in macchina e due (io e Gino Menozzi) dormiremo nella tenda "2 seconds" della Quechua" di fronte alla macchina

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    Sempre bello Lui....da tutte le angolazioni.... 😉

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    Prendiamo la prima funivia per tempo e riusciamo anche a coinvolgere due persone per ottenere lo sconto di gruppo sulla salita. Questo ci farà risparmiare dei bei soldini!!! Ma appena arrivati al Plateu Rosa, l'inculata è dietro l'angolo........ Io e Gino andiamo a farci un caffé al rifugio e chiediamo una bottiglia d'acqua a testa visto che avevamo portato poche scorte..... Questo è il conto che ci hanno presentato!! MAI PIU' NELLA VITA!!!!

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    la mattina sveglia all'alba e preparazione pseudo rapida. Qui le nostre postazioni viste con le prime luci del giorno

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    Il Cervino ci osserva mentre ci prepariamo, ancora con neve abbastanza abbondante, ma con una giornata che meritava di sicuro la salita. Segnamo e ci prepariamo.....ma stiamo arrivando... 😉

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    Foto d'archivio della nostra cima di oggi presa da Wikipedia e fotografata dalla cima del Castore. In primo piano il Polluce, a seguito la Roccia Nera, poi i 3 Breithorn ed infine, sullo sfondo, il tanto agognato Cervino

Posted from Aosta, Italy.

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