Galateo del bivacco

Galateo del bivacco

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Ogni luogo ha un suo galateo, un insieme di regole non scritte che normano i comportamenti di coloro che lo frequentano, dettate dal buon senso e dall’educazione: la montagna e le strutture di servizio che ivi si trovano non fanno certo eccezione, perchè quando si va “in alto” si eleva il corpo sì, ma anche lo spirito!

Lo spunto per questo articolo deriva da una recente ciaspolata (senza ciaspole!) fino al Bivacco Pian Vadà, ai piedi del Monte Zeda (QUI il link): delle due strutture presenti, entrambe bellissime e nuovissime, la più grande è un bivacco sui generis (bisogna chiedere le chiavi all’Ente Parco “prenotandosi”, dunque il concetto stesso di bivacco va un po’ a farsi benedire) mentre la seconda è un vero e proprio baito, piccolissimo (3 posti letto in pochi mq) ed essenziale.
Ebbene…. al suo interno abbiamo trovato un bel cartone per la pizza da asporto, al cui interno erano presenti altre amenità del genere!

Mai ci era capitata una cosa del genere (anche per l’assurdità della cosa: a chi viene in mente di portarsi una pizza da asporto dal fondovalle?). Forse qualcuno era convinto che una colf scialpinista passasse a fare le pulizie in una struttura che, per sua stessa natura, è incustodita e sempre aperta per ospitare alpinisti e montanari di passaggio, proteggendoli dalle intemperie, garantendogli la sopravvivenza a volte, o semplicemente una notte in natura, lontano dal caos.

In montagna, è cosa nota o dovrebbe esserlo, i rifiuti si portano a valle: lasciare qualcosa in bivacco è lecito e gradito se si tratta di oggetti/materiali che possono essere utili al prossimo, come candele, materassini, cibo a lunga scadenza, fiammiferi e perchè no, un mazzo di carte. La spazzatura no. La cura dei bivacchi dipende da chi li fruisce, dunque vale la sacrosanta regola di lasciare il posto meglio di come l’abbiamo trovato, o almeno come vorremmo trovarlo noi al nostro arrivo.

Possiamo azzardare che episodi del genere (o peggiori) si verifichino soprattutto nei bivacchi di bassa quota o facilmente raggiungibili da chiunque, visto che gli alpinisti, fruitori non occasionali di queste strutture, sono solitamente sensibili a questi temi.

Tuttavia ribadire non nuoce, a quanto pare, nella speranza che il messaggio possa arrivare anche a chi per pigrizia o superficialità non mette attenzione a come usa questi luoghi, davvero importantissimi.

A corredo, oltre alle solite raccomandazioni (lasciare puliti pavimenti e stoviglie, se c’è la legnaia e le condizioni lo consentono fare legna in quantità pari o superiore a quella consumata, riporre gli attrezzi in ordine affinchè possano essere trovati da chi verrà dopo di noi, ecc ecc) riportiamo anche il link alla pagina apposita dell’Ente Parco della ValGrande, in cui si mettono in evidenza altre regole di comportamento riguardanti il corretto uso dei bivacchi, lo trovate cliccando QUI.

Posted from Piedmont, Italy.

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