Enjoy the silence: il silenzio è un dono, in montagna ancora di più

Enjoy the silence: il silenzio è un dono, in montagna ancora di più

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Ci è capitato recentemente di trovarci in parete e di sentire distintamente gli schiamazzi da fondovalle: gente che urlava senza motivo e senza bisogno, lacerando la quieta pace nostra e delle bestiole a chilometri di distanza, e non è necessario essere sociopatici o puristi della montagna per comprendere quanto sia fastidioso.

Il turismo di massa associato al turista male-educato, ha portato anche questo: troppo rumore, rumore inutile.

Per questo guardiamo con un po’ di soddisfazione e speranza ad iniziative come questa:

Dolomiti, parte la sperimentazione: un passo alpino aperto solo alle biciclette. Messner: “Bene, serve cambio radicale”

Dopo le polemiche sulla scellerata deregolamentazione dell’enduro amatoriale sui sentieri, la buona notizia – speriamo – arriva dalle province autonome di Bolzano e Trento, e prevede nientepopodimeno che la chiusura del Passo Sella ai veicoli motorizzati.

Ok, solo di mercoledì… e ok, solo nei mesi di luglio e agosto, ma… è meglio di niente!

La montagna, per chi la percorre camminando, per chi si arrampica sulle sue pareti, per chi scivola sui suoi fiumi, è sinonimo di silenzio: il silenzio non è assenza di suono, ma assenza di rumore, ovvero di tutto ciò che è inutile frastuono.

Il silenzio è maestro, insegna ad ascoltare la cadenza dei propri passi e dei propri pensieri, i fruscii del bosco, il suono del ghiaccio che si scioglie o della pietra che rotola.

Nel silenzio si diventa parte di un luogo: la natura che accogliamo e che ci accoglie, ripudia ogni parola che non sia necessaria.

Impariamo il contatto con noi stessi e la connessione con il mondo, nel silenzio.

Essere vivi e camminare sulla terra è un miracolo, eppure la maggior parte di noi sta correndo come se esistesse un luogo migliore in cui andare. La bellezza ci chiama ogni giorno, ogni ora, ma raramente siamo nella posizione di ascoltare. La condizione essenziale perché possiamo sentire il richiamo della bellezza e rispondervi è il silenzio. Se non abbiamo il silenzio dentro noi stessi – se la nostra mente, il nostro corpo sono colmi di rumore – non possiamo udire quel richiamo” (Thich Nan Hanh, Il dono del silenzio)

 

NOTA A MARGINE: l’immagine è una nostra fotografia, scattata durante l’ascesa dell’Etna, in Sicilia; siamo partiti all’alba e abbiamo raggiunto la Torre del Filosofo (2.900 mt) che ancora gli impianti a valle non erano partiti. Niente turisti, niente pulmann, nessun rumore di nessun tipo, l’unica vita percepibile a parte la nostra era quella del vulcano (talmente percepibile da essere a tratti inquietante). Poi, con l’arrivo dei primi pulmann, si è scatenato l’inferno -sonoro e visivo!- : c’era gente che passeggiava sui crateri in infradito, ma questa è un’altra storia da raccontare

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