Cresta SW al Monte Castello di Gaino

Cresta SW al Monte Castello di Gaino

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da GAINO (BS) a MONTE CASTELLO DI GAINO – disl. positivo 550 mt. – vie di roccia/arrampicata

Rieccoci per la seconda volta su questa magnifica cresta sulle sponde del lago di Garda.
L’altra volta, l’ho affrontata con il resto dell’Armata Brancaleone in una giornata dove ne sono successe di tutti i colori (pioggia, discesa sbagliata da un bosco infernale, arsura lungo la salita…..una traggggggedia!!).
Questa volta ho detto “eh cacchio, domani danno sole e caldo da quelle parti….perché non portarci la Ericuzza che su questa sicuramente si diverte?”.

Ehhhhhhhhhh……………….quasi………..

Premessa: la cresta è DAVVERO splendida.
La roccia è un calcare meraviglioso, lavorato, pieno di tasche, buchi, clessidre e quant’altro.
Una roccia da sogno.
E pure la cresta è bellissima.
Tutta da scalare con continuità, su gradi semplici che stanno tra il secondo e il IV+ (con due varianti di 5c/6a).
L’unica roba è che è un po’ lunghetta…..sono 550 metri di parete su oltre 700 metri di sviluppo di arrampicata.
Non proprio una bazzecola per chi non è abituato al ritmo delle vie lunghe (lunghe….).

Bene…la mia signora ha affrontato la prima parte alla grande, divertendosi, scalando bene ed affrontando tutta la parte di III / III+ senza nemmeno la corda di conserva.
Peccato però che a metà, era praticamente morta e io non ho del tutto saputo cogliere la sfumatura.
Inutile dire che il resto della cresta è stata affrontata con la propulsione a madonne, con ogni passo accompagnato da uno sguardo di maledizione nei miei confronti e dell’universo intero.
Gli epiteti che mi ha dedicato sono paragonabili solo a quelli della nostra prima esperienza sul Caré Alto e a quelli della parete nord della Brenta.
Io onestamente, come al solito, mi sono divertito
Ma vabbè, FORSE ci sta che come lunghezza questa fosse un tantino eccessiva per le sue corde
Ad ogni modo bellissima cresta, da fare assolutamente.
Magari con un po’ di allenamento alle lunghe vie in modo da mantenere il maggior numero possibile di santi in paradiso

Con “E.” la controrelazione, il lato oscuro della via

 

Cresta sud-ovest del Monte Castello di Gaino

  • Cresta SW al Monte Castello di Gaino

    un ultimo GRAZIE nei mie confronti per averla portata a fare questa splendida gita della quale ha saputo assaporare solo in parte l'essenza... 😉

  • Cresta SW al Monte Castello di Gaino

    Una fotina anche per l'eroe della pazienza sulla meritata vetta!

  • Cresta SW al Monte Castello di Gaino

    Splendida vista del Garda al tramonto dalla nostra cima

  • Cresta SW al Monte Castello di Gaino

    Ed ultimo sguardo verso il lago prima di iniziare la discesa. Per fortuna stavolta abbiamo imbroccato la strada giusta perché davvero.....l'ultima volta la discesa da sto posto è stata un incubo che non voglio più ricordare e già per come è andata oggi, siamo arrivati alla macchina col primo buio. Non oso immaginare se avessimo sbagliato strada cosa sarebbe uscito dalle corde vocali della signora! 😛 Che dire ragazza.......hai fatto un'esperienza. Alla prossima la prenderai con più filosofia....forse.... 😉

  • Cresta SW al Monte Castello di Gaino

    Infine, con la luce del tramonto, eccola che riposa e cerca di ritrovare la calma interiore osservando il bellissimo lago di Garda seduta sotto la croce di vetta.E.: "calma interiore un cazzo. qui stavo compensando -"inspira" "espira" "non smadonnare"-"

  • Cresta SW al Monte Castello di Gaino

    Dopo aver tirato giù tutto il firmamento e dopo una LUUUNGA seconda parte, giungiamo finalmente all'anticima del monte Castello di Gaino e vediamo in lontananza la croce. Qui ho detto ad Erica che la parte successiva era una specie di sentiero (andavo a memoria) quando in realtà c'erano diversi passaggi esposti e a piombo nel vuoto. Questo non ha migliorato molto la mia situazione.... 😀E.: "La stramaledetta cima. Che mi pare ancora lontanissima, e lo è visto che ormai procedo alla velocità di un bradipo zoppo."

  • Cresta SW al Monte Castello di Gaino

    Unica foto di Erica nella seconda parte del muro. Dalla metà in poi, è salita a suon di madonne maledicendo il giorno che mi ha incontrato e odiando qualsiasi cosa toccasse o le fosse accanto. La stanchezza fa brutti scherzi, ma posso dire di aver avuto una pazienza da santo se oggi è ancora qui con me e non l'ho abbandonata lungo la via!! 😛E.: "Eh niente: a questo punto sono stanca morta, i piedi vorrei strapparmeli a morsi, ho esaurito la concentrazione non solo per scalare, ma anche per cristonare in modo creativo. "

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    Erica su uno degli ultimi muretti della prima parte, a pochi passi dal "terrazzo centrale" dove faremo una piccola pausa.E.: "Siamo quasi al muro dell'anticima e vengo su bene. Alla distratta domanda “quanto manca?”, la risposta “siamo QUASI a metà” disegna sul mio muso l'espressione di chi pensa di aver QUASI scalato l'Everest e invece scopre di aver fatto la scaletta del pullman che lo porterà al campo base."

  • Cresta SW al Monte Castello di Gaino

    Siamo al punto centrale della cresta e di fronte a noi si vede il secondo pilastro che dovremo risalire fino all'anticima. Visto da qui sembra piccolo piccolo. In realtà sono circa 250 metri che non è proprio poco! In questo punto ci sono due vie di fuga, ma nonostante Erica mi sembri un po' stanca, ha l'aria di voler proseguire e quindi andiamo avanti. Visto che è un po' tardi decideremo di saltare le due varianti di 5c/6a e di procedere lungo la cresta, giusto per non farci la discesa con le frontali

  • Cresta SW al Monte Castello di Gaino

    Io me la godo alla grande e salgo su questa roccia da sogno con sano divertimento e seguendo Erica da qualche passo dietroE.: "Il maledetto, invece, se la fa tutta con gli scarponi: lui si diverte, io inizio ad accumulare un po' di stanchezza"

  • Cresta SW al Monte Castello di Gaino

    Esempio della tipica formazione calcarea con venature incazzate che c'è su questa fantastica roccia. Una libidine sia per i piedi che per le mani

  • Cresta SW al Monte Castello di Gaino

    Superati i primi due muretti un po' più tecnici, la cresta si assesta su un grado che va dal II al III+ e qui propongo ad Erica di procedere slegati, cosa che farà senza alcun problema, nonostante i molti tratti esposti e qualche passaggino un po' scary.E.: "Dopo poco tutto diventa estremamente semplice: l'arrampicata in libera ti costringe a metterci testa, sempre, a verificare ogni passo. Io mi sentivo un po' come i bambini che imparano a correre: sembra che vada tutto bene poi la goffaggine li porta ad un passo falso che li fa volare a terra (ecco, qui l'espressione “volare” è quanto mai azzeccata)"

  • Cresta SW al Monte Castello di Gaino

    Erica affronta il primo tiro da seconda e con la corda dall'alto riesce a salire, pur con qualche santo caduto. Per ora la confidenza con questo splendido calcare è scarsa, ma d'altra parte l'ho disabituata io a scalare su calcare perché a Lecco le vie facili su calcare sono tutte lise e quindi non ce la porto mai. Prenderà confidenza nei tiri successivi.E.: "Alla fine del primo muretto, che per l'ippopotamo è godibile ma non banale. La roccia è strepitosa, ci prendo confidenza."

  • Cresta SW al Monte Castello di Gaino

    Erica si prepara e prova lei ad andare da prima sul primo tiro, ma l'approccio alla roccia è dubbioso, la gambetta trema e quindi pare che non sia cosa. Salgo quindi io a mettere su la corda per far prendere confidenza ad Erica con la roccia e per superare la prima difficoltà della via.E.: "Qui, ancora con la mia dignità intatta."

  • Cresta SW al Monte Castello di Gaino

    Ed eccola lì che si mostra in lontananza nella sua interezza. La cresta è ovviamente quella di sinistra ed è composta da due metà divise da un tratto che sembra alberato ma che in realtà in quella parte nasconde le maggiori insidie della via.E.: "La cresta è la cresta: bella, niente da dire."

  • Cresta SW al Monte Castello di Gaino

    Questo è il muro dell'attacco. Un tiro sul 4 / 4+ molto carino e unico tiro spittato della via (visto che è parte della sottostante falesia).E.: A vederlo sembra facile. E lo è, ma per una che non scala da mesi e quando lo fa ha la grazia di un ippopotamo in tutù...: le mie velleità di salire da prima sono miseramente crollate sotto il peso della gambina che trema, al secondo spit. Vabbè, mi dico, il riconoscimento dei propri limiti è un'acquisizione della maturità

Posted from Lombardy, Italy.

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